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MAGIS Pace Nuovo accordo di pace in RCA
Repubblica Centrafricana,

Nuovo accordo di pace in RCA

Several hundred protesting merchants, one holding a placard using the french acronym of the country's name, hold a demonstration calling for peace as negotiators prepare for talks with rebels from the north, in downtown Bangui, Central African Republic Saturday, Jan. 5, 2013. The U.N. Security Council urged rebels in the Central African Republic on Friday to halt their military offensive, withdraw from cities they have seized, and take part in negotiations to find a political solution to the impoverished country's longstanding problems. (AP Photo/Ben Curtis)

C’è aria di ottimismo in Repubblica Centrafricana dopo il nuovo accordo di pace tra governo centrafricano e 14 gruppi armati firmato lo scorso 5 febbraio a Khartoum, in Sudan. L’intesa prevede un progressivo disarmo dei ribelli e la cessazione delle ostilità. Si tratta del terzo accordo di pace in cinque anni, gli altri non hanno avuto purtroppo buon esito. Questa volta però, almeno secondo analisti ed attori impegnati nelle trattative, potrebbe essere la giusta occasione per mettere fine alle violenze e come MAGIS esprimiamo tutta la speranza che si possa veramente porre fine a cinque anni di guerra civile hanno lasciato sul campo migliaia tra vittime e sfollati.

Tutto nasce il 24 marzo 2013, quando al culmine di tensioni e scontri in altre aree del paese, nella capitale Bangui i miliziani della cosiddetta “Seleka“, gruppo che riunisce partiti e combattenti in gran parte musulmani, prendono il potere. Viene spodestato l’allora presidenteFrançois Bozizé, al suo posto i Seleka mettono al potere Michel Djotodia. Da quel momento è il caos: inizia una lotta violenta e sanguinosa, in cui milizie musulmane attaccano villaggi cristiani, vengono compiuti saccheggi e razzie di ogni genere registrando un alto numero di morti e di profughi verso i paesi confinanti. Molte comunità cristiane, per difendersi dagli attacchi, formano milizie denominate “anti balaka“ manche in questo caso, tra gli stessi attaccati, nascono gruppi estremisti che a loro volta compiono altre razzie. Violenze e saccheggi sono da tutte le parti in lotta con il sostegno, nell’uno e nell’altro caso delle potenze internazionali.

L’accordo di pace rappresenta un passo positivo verso una pace duratura e la speranza di un futuro migliore per la Repubblica Centrafricana. Speriamo tutte le parti in causa si impegnino a rispettarlo. Intanto il lavoro dei gesuiti, grazie al sostegno di generosi donatori, continua ad essere costante e su diversi fronti:

  1. il progetto educativo che il MAGIS realizza insieme al Jesuit Refugee Service a Bambari,
  2. il costante impegno del Centro Cattolico Universitario, centro di eccellenza gestito dai padri gesuiti e frequentato da migliaia di giovani, nella sensibilizzazione a contrastare la diffusione dell’HIV/AIDS, sfida che la Repubblica centrafricana (RCA) si trova ad affrontare, oltre la guerriglia e violenza.

Abbiamo bisogno del tuo aiuto e sostegno, dona ora!

 

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