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MAGIS Pace Comunità al-Khalil, lettera agli amici
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Comunità al-Khalil, lettera agli amici

Più volte Papa Francesco ci ha chiamato ad affidarci a Dio ricordandoci che “Dio sorprende, è il Dio delle sorprese” che “muta il destino dell’uomo”. Queste parole del Vescovo di Roma ci danno la speranza e il coraggio di andare avanti nonostante ciò che stiamo attraversando in questi difficili giorni di prova in cui la maggior parte di noi è confinata a casa, mentre tante persone, che per garantire i servizi essenziali sono costrette a recarsi nei posti di lavoro, mettono ogni giorno a rischio la loro incolumità per il bene di tutti. Sono gli eroi di oggi! Siamo vicini con il pensiero e la preghiera a tutti coloro che sono malati e alle loro famiglie.

In questi giorni soprattutto il nord d’Italia sta attraversando il momento peggiore. Ci meravigliamo quanto il Coronavirus che ci ha costretto a cambiare l’andamento della nostra vita sia un rivelatore e un trasformatore.
È un rivelatore di quanto portiamo ancora in noi di paura, di egoismo, di violenza, di istinto di gregge, ma anche di altruismo, di cura, di coraggio, di solidarietà, di amore. Accanto a immagini di persone senza tetto né sostegno per le strade, di immigrati nei campi profughi in balia degli eventi, di scaffali vuoti nei supermercati, ci sono tante altre di medici e infermieri che lottano per la vita dei pazienti, di catene di preghiera in ogni tradizione religiosa, di vicini che fanno dei concerti suonando ognuno dalla sua finestra o dal suo balcone, di lontani che si pensano…

È un trasformatore perché oltre a risanare l’ambiente e riequilibrare le leggi stravolte della natura, ci aiuta – a caro prezzo! – a rimettere le priorità giuste nella vita di ogni giorno, a rifare famiglia, a ridurre il nostro consumo al necessario, a non più correre ma usufruire con calma del tempo, a capire infine che siamo una sola umanità oltre le differenze di provenienza e di appartenenza, dipendenti per la nostra vita gli uni degli altri perché solo nella responsabilità condivisa ce la possiamo fare!

Cerchiamo allora di vedere in questo virus che ci mette in quarantena quaresimale un invito di Dio a un esame di coscienza, e chiediamo perdono al Signore, di cui ci ricordiamo innanzitutto nelle difficoltà, ai fratelli per quando li abbiamo trascurati, al mondo per averlo inquinato, e a noi stessi, ringraziando il Signore, per la sosta e il respiro (anche se dietro alla mascherina). Anomalie e paradossi non ci devono spaventare ma piuttosto ricordare le parole di san Paolo nella lettera ai Romani: “...ci vantiamo nella speranza della grazia di Dio e non soltanto questo: noi ci vantiamo anche nelle tribolazioni ben sapendo che la tribolazione produce pazienza e la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza e la speranza poi non delude” (Rm 5, 2-5) poiché “tutto concorre al bene di coloro che amano Dio” (Rm 8, 28).

Ecco la parola chiave per noi: la speranza, all’immagine dell’arcobaleno attaccato alle nostre porte e che racconta “Con l’aiuto di Dio, andrà tutto bene!”. Viviamo nella speranza e preghiamo che il Signore ci protegga tutti, ci illumini e ci dia sempre dal Suo infinito amore.

 

La Comunità
In sintonia con quello che sta accadendo nel mondo, i membri della comunità non sono tutti lì dove si auguravano di essere. In mezzo alle difficoltà quotidiane che viviamo in comunione con tutti i popoli colpiti, siamo riconoscenti a Dio che si prende cura di noi e ci accompagna passo dopo passo. Sotto il Suo sguardo paterno andiamo avanti col giogo leggero della croce che ci ha affidato, forti delle grazie che ci da. Rinchiusi che siamo per il nostro bene uniamoci per pregare per le persone rinchiuse, in modo particolare per quelle ingiustamente prive di libertà, i prigionieri, i rapiti, gli scomparsi, e specialmente per il nostro fondatore padre Paolo. Preghiamo anche per le persone che soffrono e per quelle abbandonate.

Vi portiamo sempre nella nostra preghiera e contiamo sulle vostre. Insieme abbracciamo il mondo augurandoci di contribuire a renderlo sempre più umano e fraterno.

La Comunità al-Khalil di Deir Mar Musa
#lontanimavicini

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