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Cop25, falliti gli accordi più importanti

Cop25 finale

Grande fallimento a Madrid per la Conferenza sul clima (Cop25)! Le 48 ore supplementari non sono state sufficienti a sanare i forti contrasti sorti sui temi dell’art.6 dell’Accordo di Parigi sul clima riguardanti il mercato del carbonio e i finanziamenti per i danni climatici subiti da paesi in via di sviluppo a causa dei quali il Magis interviene direttamente e/o insieme alle altre Opere missionarie dei gesuiti per contrastare la siccità e la desertificazione, soccorrere popolazioni vittime di uragani, ect…

Durante la Conferenza non si è trovata l’intesa sulla regolazione globale del mercato del carbonio per evitare il double counting, uno dei punti più importanti sull’agenda. Pochi i progressi anche sul fronte del loss and damage, cioè i meccanismi finanziari che dovrebbero aiutare i paesi più vulnerabili dal punto di vista climatico a causa, per esempio, dell’innalzamento dei mari o della siccità. Durissimo l’intervento del rappresentate dell’isola Tuvalu nel Pacifico: “Negare che ci siano Paesi che stanno già soffrendo per l’emergenza climatica può essere considerato un crimine contro l’umanità“. Sul fronte dell’importanza della finanza climatica, lo scontro è continuato durante la redazione del documento finale “Chile Madrid Time For Action” per la mancata omissione della stessa voluta dagli Usa, Giappone e Arabia Saudita. “Quel passaggio era stato concordato ed ora è scomparso”, ha fatto notare il delegato egiziano a nome di tutti i paesi africani.

Il documento finale è di fatto un documento generico e di intenti, redatto con tante discussioni: il Brasile chiedeva di stralciare alcuni articoli sul riconoscimento dei rapporti speciali IPCC, gli USA hanno fatto un plateale ostruzionismo dicendo che non trovavano il documento nel sito UNFCCC. Alcuni documenti sono stati approvati, fra cui uno su ricerca e osservazioni sistematiche e uno sui diritti di genere, ma di fatto i temi più importanti e spinosi sono stati rimandati alle prossime negoziazioni intermedie che si terranno a giugno 2020.

“Non siamo riusciti a trovare un consenso”, questo il commento finale della ministra cilena dell’Ambiente Cristina Schmidt che ha presieduto la Cop25. Anche Antonio Guterres, attuale Segretario Generale delle Nazioni Unite, esprime con un messaggio su twitter il suo disappunto sui risultati della Cop25 “La comunità internazionale ha perso un’importante occasione per mostrare un maggiore impegno in materia di mitigazione, adattamento e finanziamenti per affrontare la crisi climatica“. Tutto rimandato alla prossima Conferenza che si terrà a giugno 2020 a Bonn.

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