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I gesuiti lanciano una mobilitazione in favore di padre Stan Swamy SJ

padre Stan Swamy SJ

Il 10 dicembre 2020, Giornata internazionale dei diritti umani, il gruppo internazionale di sostegno a padre Stan Swamy SJ ha svolto una campagna internazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione di p. Stan, falsamente accusato e imprigionato in India dal 9 ottobre, e per chiedere il suo immediato rilascio. Questo gruppo è composto da diverse organizzazioni e reti collegate alla Compagnia di Gesù: dall’America Latina, dal Canada, dagli Stati Uniti e dall’Europa, insieme al Segretariato di Giustizia Sociale ed Ecologia.

Stan Swamy è un gesuita di 83 anni, in condizioni di salute precarie, affetto da Parkinson e da altre malattie, ma con una forza invidiabile che deriva dalle sue profonde convinzioni e principi. Ha lavorato per gli ultimi 40 anni a Jharkhand (India) con comunità indigene (Adivasi), spesso sfollate con la forza dai loro territori a causa di progetti minerari, di agricoltura industriale o di sviluppo. P. Stan ha facilitato le organizzazioni degli Adivasi in modo che potessero rivendicare la loro terra e i loro diritti di sussistenza.

Nel 2017, ha documentato in uno studio dettagliato come un gran numero di Adivasi, che rivendicavano i loro diritti, sono stati imprigionati per anni, accusati di “terrorismo”. Ha poi presentato un’azione legale pubblica in tribunale contro lo stato di Jharkhand per conto di 3000 indigeni e da allora è stato oggetto di sospetti, interrogatori, accuse e ora anche di detenzione. Il suo arresto fa parte di una deriva sempre più autoritaria del governo indiano, che si manifesta nel draconiana Unlawful Activities Prevention Act (legge sulla prevenzione della attività illegali), secondo il quale lo Stato può etichettare qualcuno come terrorista e imprigionarlo senza processo.

Dal 9 ottobre, p. Stan Swamy è detenuto nel carcere di Taloja insieme ad altri 15 difensori dei diritti umani nel bel mezzo della pandemia COVID-19. Come denunciato dalle organizzazioni del gruppo di sostegno internazionale nelle loro dichiarazioni, gli è stata negata la libertà provvisoria per motivi umanitari e medici e la sua situazione sta diventando sempre più preoccupante.

Le organizzazioni hanno svolto azioni di protesta davanti all’ambasciata indiana nei loro Paesi, hanno lanciato campagne digitali e contattato parlamentari, enti per i diritti umani, i ministeri degli esteri dei loro Paesi e rappresentanti dell’Unione Europea. Queste azioni fanno parte del movimento a favore di Stan Swamy SJ che, sotto lo slogan #StandwithStan https://jesuit.network/lets-go-trending-standwithstan/  è stato guidato dall’India dalla Conferenza dei Gesuiti dell’Asia meridionale, che ha intrapreso ogni tipo di forma creativa di protesta a favore di p. Stan e dei difensori dei diritti umani per salvaguardare la democrazia, lo stato di diritto, i diritti umani e la giustizia in India.

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