Jesuits News
MAGIS
Opera missionaria della Provincia Euro-Mediterranea dei gesuiti
MAGIS Cultura Lettera di Natale di padre Schizzerotto
Brasile,

Lettera di Natale di padre Schizzerotto

Formazione presso il CAC

Belém, 08-12-2020

Carissimi/e amici/che,

Pace e allegria nel Signore che ha armato la sua tenda per rimanere per sempre in mezzo a noi: è l’Emmanuele “Dio con noi”. Nella mia ultima lettera di Pasqua, vi accennavo della difficoltà di continuare a svolgere le attività normali per causa del Covid-19. Infatti, la programmazione del primo semestre è stata praticamente cancellata. Esattamente dal 18 marzo siamo rimasti bloccati in casa, senza contatti con le altre persone e senza uscire di casa. Io con 79 anni, P. Alberto con 82 e P. Albano con 87: i tre più anziani della comunità, E questo è durato praticamente fino all’inizio di settembre.

Credo che tutti noi, quest’anno, abbiamo vissuto una settimana santa ben differente, fuori dalla normalità: chiese chiuse con solo trasmissione virtuale attraverso i mezzi di comunicazione sociale. Niente processioni, baci a Cristo in croce che ha dato la sua vita per noi… Mi è venuta l’idea delle piaghe d’Egitto quando il popolo ebreo ha lasciato la terra di schiavitù per entrare nella terra promessa. Quella notte non potevano uscire perché l’angelo sterminatore risparmiava solo le case segnate con il sangue dell’Agnello Pasquale. E noi siamo stati segnati dal sangue di Cristo e dal battesimo che ci dà nuova vita.

Non ho molte cose da raccontare, in questo periodo in cui sembra che il tempo si è fermato. Tuttavia, approfittando di questo periodo di inattività pastorale, ho fatto il mio ritiro spirituale di otto giorni in casa, cercando uno spazio tranquillo e senza rumori. Con alcune difficoltà sono riuscito nell’impresa. Nel frattempo, ho approfittato anche per riposare un po’ di più, non dovendo celebrare la santa messa al mattino presto. Ma tutti i giorni, al pomeriggio, concelebravamo in comunità solo tra di noi. È stato un tempo propizio per pregare un po’ di più e per leggere e approfondire certi temi di mia preferenza. Contemporaneamente, ho avuto modo di accompagnare spiritualmente, ogni mercoledì mattina, via Skype un gruppo di quattro suore nel loro ritiro nella vita quotidiana. A queste si aggiungeva un’altra suora che, da tempo, orientavo spiritualmente tutti i giovedì mattina.

Non sono mancate riunioni, anzi, l’aumento è stato significativo. Evidentemente trattasi sempre di riunioni virtuali: per esempio, dei superiori della Preferenza apostolica Amazzonia, dei gesuiti della comunità di Santarém che avevo visitato personalmente a febbraio, poco prima dell’inizio della pandemia, del gruppo di lavoro per la celebrazione del giubileo dei 25 anni della nostra regione della Amazzonia 1995-2021, dei Superiori gesuiti della Provincia del Brasile, della Assemblea regionale dei religiosi/e. Tutto fa pensare che continueremo così per un buon tempo! Solo la vaccina ci libererà da questa situazione.

Sono stati così cancellati i due ritiri già marcati per il mese di luglio e  che dovevo accompagnare, sia a Bragança come a Belém. Ma mi sono offerto per orientare un ritiro a Manaus dal 14 al 23 di ottobre per undici suore, una volontaria laica e tre padri gesuiti. Grazie al cielo, tutto è andato bene.

Dall’inizio di settembre, noi tre padri anziani, abbiamo iniziato a celebrare nella Cappella che, da luglio, funzionava solo con l’attuazione del P. Adilson, cappellano della chiesa dedicata alla Madonna di Lourdes. Dal momento che stavo celebrando nella nostra Cappella, non vedevo impedimento per ritornare a celebrare la santa messa alla comunità delle suore Dorotee ogni martedì e giovedì mattina alle 6,30, così come nell’Istituto Smaldoni, scuola per sordi, ogni sabato alle 18,30. In questo tempo non è mancato l’impegno alle confessioni tutti i giorni, dal martedì al sabato pomeriggio, nello spazio di poco più di un’ ora sempre con due sacerdoti disponibili. Anzi, la nostra Cappella è una delle poche chiese dove è garantita la confessione tutti i giorni al pomeriggio, prima della celebrazione della santa messa delle ore 18,00.

Un’attività che vale la pena appoggiare nelle sue molteplici iniziative anche con offerte è il CAC – Centro Alternativo di Cultura– che, in questo tempo di pandemia, ha funzionato con molte riunioni virtuali, attendendo non solo ai 400 bambini/e ma anche ai loro familiari. In questi mesi di distanziamento totale in cui non era possibile frequentare la scuola, l’equipe ha inventato una serie di schede proprie per ogni  bambino/a occupando così uno spazio vuoto dentro di casa. Non sono mancati gli aiuti a 1.218 famiglie in situazione di vulnerabilità perchè povere e di periferia, normalmente senza lavoro. Immaginatevi che, in questo periodo di pandemia, sono state distribuite ben 8 tonnellate di alimenti organici, più di 2.000 ceste basiche, 5.000 kits di igiene e pulizia, 1.500 maschere e 750 kits educativi. Tutto, grazie all’aiuto dei fedeli della Cappella e offerte varie.

Vale la pena sottolineare anche l’aiuto psicologico a bambini/e e adolescenti colpiti dalla conseguenza del Covid-19 e che hanno manifestato situazioni di ansia e depressione, con tentativi perfino di mutilazioni e suicidio. Inoltre abbiamo riscontrato casi di abuso sessuale frequente in queste situazioni di povertà. È un buon lavoro che vale la pena promuovere e appoggiare nelle sue diverse iniziative anche con offerte in denaro. Le offerte che mi inviate sono destinate a questi servizi umanitari e educativi. Vi ringrazio per la collaborazione ricevuta finora. Spero che non si fermi, anzi. In questo momento stiamo pensando come comprare un mezzo di trasporto più ampio e sicuro date le condizioni di strade che percorriamo in questa zona con pioggia e buche in abbondanza. Come vedete, svolgiamo la nostra missione di dar vita e speranza a chi subisce gli effetti negativi di questo isolamento forzato. Seguiamo così l’ esempio di Gesù che è venuto a  dare ”vita e vita in abbondanza” ai più bisognosi.

Spero fare una visita alla metà del prossimo anno, per occasione dei miei 50 anni di sacerdozio che ricorre il 26 giugno, se la pandemia permetterà. Vi auguro un Natale di molta pace e serenità nel Signore. Un grande abbraccio,

padre Bruno Schizzerotto sj

Condividi

Progetti correlati