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Opera missionaria della Provincia Euro-Mediterranea dei gesuiti
MAGIS Notizie Una vita donata per difendere i più deboli. In ricordo di padre Stan Swami sj
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Una vita donata per difendere i più deboli. In ricordo di padre Stan Swami sj

padre Stan Swami sj

Come ci ricorda Papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale, “In questo tempo di pandemia è urgente la missione della compassione, capace di fare della necessaria distanza un luogo di incontro, di cura e di promozione…c’è bisogno di missionari di speranza”.


Ed è per questo che oggi vogliamo raccontare la storia di un padre gesuita che ha trasformato la sua vocazione in una vera storia d’amore e di coraggio, contro le ingiustizie e le difficoltà, senza tacere quello che ha visto e ascoltato.
Padre Stan Swami sj era un gesuita indiano di 84 anni che ha dedicato la sua vita a difendere i diritti degli Adivasi (popolazioni tribali dell’India), ha lottato contro le ingiustizie, contro gli abusi, difendendo i più deboli dai soprusi e dalle violenze dei poteri forti, si è schierato con gli indigeni le cui terre sono minacciate delle grandi multinazionali.
L’8 ottobre 2020, quando il mondo era impegnato con la pandemia, padre Stan veniva arrestato con l’accusa di terrorismo e di essere complice della guerriglia maoista, un crimine mai commesso, perché la sua unica colpa era di difendere i diritti degli ultimi.


Padre Stan è stato in prigione per 9 mesi nonostante fosse malato di Parkinson, ci sono volute settimane affinché ottenesse una tazza con la cannuccia per aiutarlo a bere. L’aggravarsi della malattia gli aveva fatto perdere l’autonomia, in cella ogni minimo gesto della quotidianità era un ostacolo insormontabile, gli altri detenuti lo aiutavano a mangiare, a lavarsi e a fare i bisogni. Ha dormito sui freddi pavimenti della prigione di Mumbai, era un uccello in gabbia, ma aveva trovato una nuova umanità tra le quattro pareti in cui era rinchiuso. Più volte è stata chiesta la libertà su cauzione, ma sempre negata fino a quando a maggio scorso, dopo aver contratto il Covid-19, il tribunale ha concesso la cauzione per motivi di salute, ricoverato in ospedale era ormai troppo tardi, il suo fisico debilitato non ha vinto l’ultima battaglia ed il 5 luglio è deceduto.


Padre Stan sapeva cosa gli sarebbe successo, ma non si è mai arreso al potere delle ingiustizie ed ha sempre cercato la verità a qualunque costo, come lui stesso aveva dichiarato in un video prima del suo arresto: “Io non sarò uno spettatore silenzioso e sono pronto a pagare il prezzo, qualunque esso sia”.

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