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MAGIS Notizie Giornata mondiale dei malati di lebbra
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Giornata mondiale dei malati di lebbra

Campagna di screening lebbra (India)

La lebbra (morbo di Hansen) non è ancora stata debellata. Solo nel 2024 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha registrato 172.717 nuovi casi.

Una malattia che sarebbe curabile e non contagiosa se diagnosticata e curata in tempo, continua invece a generare contagi, invalidità permanenti, stigma ed emarginazione, soprattutto tra donne e bambini. I paesi più colpiti: India, Brasile e Indonesia.

Ignoranza dei sintomi, timore di manifestarli per paura dello stigma, mancanza di accesso a strutture sanitarie e cure di qualità, queste le cause che ancora oggi consentono alla malattia di diffondersi.

Dal 2023 la Fondazione MAGIS opera a Vijayapura, nello Stato indiano del Karnataka, per sostenere le persone affette da lebbra. Le principali attività, svolte in collaborazione con i gesuiti e il servizio sanitario locale, consistono nel fornire assistenza medica e supporto psico-sociale ai malati, e nel potenziare campagne di screening e di sensibilizzazione per la prevenzione della malattia.

Dall’avvio del progetto, grazie ai presidi sanitari mobili, sono stati identificati 90 nuovi casi di lebbra. Questo ha consentito di fornire ai pazienti cure mediche tempestive, consulenza e sostegno, contribuendo così sia al controllo della malattia che al miglioramento della qualità della vita delle persone colpite.

Campagna di sensibilizzazione

I risultati ottenuti finora dal trattamento multifarmacologico MDT dimostrano i progressi compiuti: 20 persone hanno completato con successo il trattamento, 9 sono state completamente guarite dalla lebbra e 11 continuano a ricevere cure per l’HIV. Solo due pazienti affetti da lebbra stanno ancora completando il trattamento. Inoltre, grazie al tempestivo intervento, 7 persone sono state sottoposte a cure e trattamenti preventivi prima di arrivare ad uno stato tale di disabilità da compromettere la qualità della vita.

Oltre alle cure mediche, il progetto ha avuto un impatto ampio all’interno delle comunità di appartenenza dei pazienti, diffondendo una maggiore consapevolezza della malattia e creando un ambiente di fiducia, stima e cooperazione che favorisce il recupero a lungo termine.

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