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MAGIS Notizie Bilancio Sociale 2025: vite cambiate
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Bilancio Sociale 2025: vite cambiate

È scaricabile online il Bilancio Sociale 2025 della Fondazione MAGIS ETS: dati, immagini e testimonianze che raccontano tante vite migliorate grazie alle attività progettuali attuate nel 2025.

In un tempo cupo in cui assistiamo attoniti e sdegnati all’intensificarsi di toni aggressivi e minacciosi e ad atti violenti a livello mondiale e locale, è bello guardare a quella parte di mondo che continua imperterrita, nonostante ostacoli e persecuzioni, a costruire la pace, il dialogo, lo sviluppo, la giustizia.” (pag. 2)

Testimonianze dal mondo

All’ospedale un’infermiera mi ha detto: «Sai che esiste una malattia che la mamma può trasmettere al figlio durante il parto, senza saperlo?» Ho pensato: è una truffa per vendermi qualcosa. Ma avevo le gambe stanche e mi sono fermata ad ascoltare. Mi ha spiegato cos’è l’epatite B. Mi ha detto che in Ciad quasi una donna incinta su cinque ce l’ha nel sangue senza saperlo e può trasmetterla al bambino durante il parto. Questo si può evitare facendo un test e un vaccino nelle prime ore di vita. Ho pensato a mio cugino Saleh, morto a trentadue anni con il ventre gonfio e gli occhi gialli. Nessuno ci aveva mai detto cosa aveva. La chiamavano semplicemente «la malattia del ventre». Quando mi hanno detto che ero positiva, la prima cosa che ho pensato è stata: anche mio figlio morirà come Saleh. […] Oumar è nato a febbraio, all’ospedale Le Bon Samaritain…” (Testimonianza dal Ciad, pag. 43)

Da quando faccio parte del gruppo di donne artigiane di Colares la mia vita è cambiata. Prima non avevo prospettive, ero sempre in casa a non far nulla. Ora ho iniziato a creare, realizzo giocattoli. Ho frequentato dei corsi per perfezionarmi […]. Tutto questo è meraviglioso per la vita di una donna, specialmente se sta attraversando difficoltà finanziarie o psicologiche. Ci sono donne che non lavorano e dipendono dal marito, che a volte non dà loro ciò di cui hanno bisogno. Entrare in un progetto come questo permette di cercare la propria strada, di darsi da fare e di sentirsi un essere umano migliore. Se sto crescendo, anche psicologicamente, è merito di questo progetto.” (Testimonianza dall’Amazzonia brasiliana, pag. 58)

Quando vivevo alla stazione, mi arrangiavo cercando rottami da rivendere. Un giorno mi ha fermato la polizia…” (Testimonianza di un minore di strada in Camerun, pag. 68)

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