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MAGIS Cultura Da Belém gli auguri di p. Bruno Schizzerotto per la Santa Pasqua
Brasile,

Da Belém gli auguri di p. Bruno Schizzerotto per la Santa Pasqua

P. Schizzerotto, Giornata missionaria 13 marzo 2021

Ci giungono da Belém gli auguri di p. Bruno Schizzerotto che, ringraziando per il prezioso sostegno, richiama le difficoltà e la tenacia con cui la comunità dei gesuiti missionari, il CAC – Centro Alternativo di Cultura, e tutte le realtà correlate, stanno affrontando la situazione emergenziale da COVID-19 che ha duramente colpito il Paese. 

Belém, 28-03-2021

Carissimi/e amici/che,

che la pace, l’allegria e la salute che viene dal Signore risorto stia sempre con tutti voi. In questa lettera non ho molte novità da raccontarvi, dal momento che il 18 marzo dell’anno scorso, incominciava ad apparire il primo caso di COVID-19 qui a Belém. Da quel giorno, non solo ci siamo rinchiusi in casa, ma abbiamo dovuto sospendere tutte le attività religiose che normalmente svolgiamo nella Cappella di Lourdes: messe, confessioni, battesimo e unzione degli infermi, cosí come riunioni di qualsiasi tipo. Perciò, le celebrazioni della Settimana Santa sono state realizzate privatamente nella nostra cappella, solo tra noi gesuiti.

Da allora fino alla fine di luglio, solo P. Adilson, responsabile per la Cappella, ha celebrato tutti i giorni, le due sante messe, al mattino e alla sera, e quelle domenicali. Solo in occasione della festa di S. Ignazio, il 31 luglio, abbiamo concelebrato tutti insieme, per la prima volta, nella Cappella. Dal mese di agosto, noi anziani, abbiamo cominciato a celebrare, uno al mattino o un altro alla sera, nonché una santa messa alla domenica. Da novembre ad oggi, abbiamo ripreso le confessioni, sempre molto numerose nella nostra Cappella.

In ottobre io ho ripreso a celebrare fuori: alle 6,30 del mattino del martedì e giovedì, nella cappella delle Suore Dorotee e, da dicembre, anche alla domenica mattina. E nella cappella del Collegio Smaldone al sabato sera alle 18,30. Ho addirittura orientato un ritiro di otto giorni a Manaus a 13 suore. È stata una bella esperienza, in cui ho approfittato per pregare un po’ di più.

Finalmente è arrivato il vaccino, anche se un po’ a contagocce. P. Albano con 88 anni, P. Alberto con 83, e io con 80, abbiamo già ricevuto le due dosi, grazie al cielo. Ma il ritmo della vaccinazione è molto lento, sperando sempre che la maggior parte della popolazione sia vaccinata. Chissà se si riuscirà fino alla fine di quest’anno! Purtroppo il governo centrale non ha provveduto a tempo all’acquisto del vaccino. E adesso, purtroppo, paghiamo le conseguenze.

Dalla fine di febbraio di quest’anno, sono apparse alcune nuove restrizioni circa la circolazione dalle dieci di sera alle cinque del mattino, e i bar rimangono aperti solo fino alle 18 di sera. Feste e riunioni con più di 10 persone sono proibite. Nelle nostre messe possiamo accogliere solo 250 persone, la metà della capacità. E dal 15 marzo si è aggiunto il lockdown: nuovamente chiusi in casa fino al 29 di marzo. Oggi, domenica delle Palme, abbiamo celebrato senza fedeli. Martedì riprendono le celebrazioni con molte restrizioni.

In mezzo a tutta questa situazione critica continuiamo normalmente le diverse attività in cui siamo impegnati: il CAC (Centro Alternativo di Cultura), il gruppo MAGIS, la Casa della Carità e la Casa di Ritiro, ciascuna come può. Il CAC continua organizzando i suoi incontri con i/le volontari/e sempre mantenendo il limite di persone e la distanza, con maschere, alcool… Non è facile occuparsi di 400 bambini/e dispersi/e in 14 rioni di periferia della città di Belém. Tuttavia, non sono mancate iniziative come la preparazione di alcune schede per i compiti a casa dei bambini/e desiderosi di imparare. Questa modalità ha portato alcune famiglie a richiedere alla scuola, dove i loro figli frequentano, che facciano lo stessa cosa. Così loro si sentono occupati. Questa lontananza dalla scuola ha creato certe situazioni critiche, come tentativi di mutilazione e perfino di suicidio. Ciò ci ha portato alla conclusione di impiegare una psicologa per poter accompagnare questi casi in loco, prestando assistenza alle persone e alle loro famiglie. Non è mancato il nostro appoggio materiale con la distribuzione di alimenti e ceste a queste famiglie povere, dove normalmente le donne si occupano dei figli, ma senza un lavoro fisso. Ringraziamo il Signore che stiamo alleviando un po’ questa sofferenza aggravata dalla pandemia.

Il gruppo MAGIS svolge i suoi incontri, soprattutto in modo virtuale. Sono pochi gli incontri in presenza. Per ben due mesi abbiamo avuto incontri in presenza con alcune persone, e, contemporaneamente in modo virtuale, per definire le priorità per i prossimi quattro anni. È stato un buon esercizio di discernimento. Ma la maggior parte delle attività sono realizzate virtualmente.

La Casa della Carità continua ad assistere più di 110 donne povere di periferia, la maggior parte anziane, che hanno ricevuto, in tutti questi mesi di chiusura, diverse ceste di alimenti di base per venire incontro alle loro necessità primarie. Ogni giorno, dal martedì al venerdì, durante la mattinata, c’è un assistenza in presenza per orientare e aiutare in alcune richieste come medicine, biancheria, cibo… Ogni giorno, il gruppo di volontari/e che si occupano di queste persone povere, si riuniscono, in modo virtuale, per un momento di preghiera con la guida del P. Albano incaricato per questo settore.

Infine la casa di ritiro, nonostante la chiusura, in questi primi mesi dell’anno è riuscita a promuovere alcuni ritiri e incontri in presenza. Infatti, dal 5 al 13 gennaio, i PP. Albano, Alberto e io abbiamo approfittato per fare il nostro ritiro annuale con l’aiuto di un testo del Cardinale Carlo Maria Martini. È stato un momento forte di preghiera e di affidamento nelle mani del Signore.

Per concludere, sono aumentate le riunioni virtuali a cui partecipo per la mia funzione di superiore del Nucleo Apostolico Parà che comprende la comunità di tre gesuiti a Santarém e di 6 qui a Belém. Sono riunioni dei Superiori della Provincia del Brasile (due volte all’anno), per lo spazio di due giorni completi; della Preferenza Apostolica Amazzonia (ogni mese), dell’ Ufficio di captazione di aiuti alla nostra missione; della comunità di Santarém… Ma con la grazia del Signore andiamo avanti con fiducia. Vorrei fare una visita in Italia approfittando dei 50 anni di sacerdozio il 26 giugno di quest’anno. Ma pare che la pandemia, per ora, non lo permette. Vedremo quando sarà possibile.

Desidero ogni bene e auguro una Pasqua di pace e di salute nel Signore a tutti voi. Un grande abbraccio a tutti,

P. Bruno Schizzerotto SJ

 

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