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MAGIS Educazione Formazione all’impegno politico per i giovani: una sfida per il CEFOD
Ciad,

Formazione all’impegno politico per i giovani: una sfida per il CEFOD

Gruppo di partecipanti alla formazione socio-politica

Nella sede del Centre d’Etude et de Formation pour le Développement – CEFOD a N’Djamena, la cura del Bene Comune si articola attraverso un progetto di formazione socio-politica di giovani leader che mira a promuovere l’impegno sociale e politico attivo, contrastare la corruzione e favorire le scelte per lo sviluppo integrale della comunità

Per raccogliere la sfida dell’impegno politico dei giovani ciadiani, il Centre d’Etude et de Formation pour le Développement (CEFOD), con il sostegno finanziario della Fondazione MAGIS, ha implementato il progetto “Azione dei giovani ciadiani e impegno politico. Formazione socio-politica dei giovani in Ciad” inteso a rafforzare le capacità di leadership dei giovani e affrontare le sfide della loro partecipazione alla politica. Questo progetto si colloca nella prospettiva della terza Preferenza Apostolica Universale della Compagnia di Gesù: “Accompagnare i giovani nella creazione di un futuro di speranza”. Esso intende riconciliare la gioventù con la politica che, come ci ha ricordato Papa Francesco nella sua ultima enciclica Fratelli tutti, deve essere al servizio del vivere insieme promuovendo il Bene Comune.

Il progetto ha quindi l’obiettivo generale di contribuire alla nascita di una gioventù attiva nella vita politica del Ciad. Esso mira in particolare a “rafforzare le capacità dei giovani della città di N’Djamena e dei comuni di Kélo, Pala e Moundou, di impegnarsi in politica e a suscitare in loro il desiderio dell’impegno politico”.

Malgrado il ritardo causato dalla pandemia da COVID-19, che ha ostacolato il normale svolgimento delle attività, l’iniziativa formativa è stata portata avanti con successo. Quattro workshop di tre giorni ciascuno hanno consentito a 143 giovani (invece dei 120 previsti dal progetto) di essere formati sulla leadership e sui temi della partecipazione dei giovani alla politica. Le sessioni di formazione si sono concluse con lo svolgimento di conferenze-dibattiti che hanno visto complessivamente 301 partecipanti, di cui 52 donne provenienti dalle sopracitate tre località di provincia. Il pubblico era composto da studenti, politici, insegnanti, ricercatori, leader della società civile, semplici cittadini, ecc. Gli scambi sono stati molto proficui.

Altre tre conferenze-dibattiti sono state organizzate a N’Djamena e hanno trattato i temi: “Leadership e partecipazione giovanile all’impegno politico dei cittadini”, “Giovani e politica: questioni legali e strategie per l’impegno politico” e “Leadership delle donne e impegno politico in Ciad: questioni, sfide e strategie”. Hanno partecipato complessivamente 394 persone, di cui 175 donne. Per raggiungere un pubblico più vasto, quattro programmi radiofonici sono stati prodotti e trasmessi da 11 stazioni radio partner nell’area del progetto. Nelle quattro località del progetto, la maggior parte dei giovani è alfabetizzata, da qui l’alto numero di partecipanti.

Il manuale di formazione è stato pubblicato in 500 copie per essere distribuito ai giovani che hanno seguito la formazione e ai membri dei rispettivi gruppi e associazioni. Questo permetterà di raggiungere un maggior numero di persone, poiché ogni copia sarà letta da almeno quattro persone. Una documentazione di 100 testi è stata messa a disposizione nei centri culturali e nelle biblioteche della zona del progetto per consentire al pubblico di integrare le proprie conoscenze mediante la lettura di questo materiale e ai giovani formati di rafforzare le proprie capacità. Sono stati elaborati piani di advocacy per permettere ai giovani di diventare protagonisti del proprio destino. I giovani, spesso ai margini dei processi decisionali dei loro anziani, che non tengono conto dei loro bisogni reali, si sono impegnati, dopo varie attività (formazione, scambi durante conferenze-dibattiti, ascolto di trasmissioni, lettura di testi, etc.) a prendere in mano il proprio futuro per difendere i loro interessi comuni (istruzione di qualità, lavoro, lotta alla disoccupazione).

L’entusiasmo e l’interesse dei giovani è tangibile. Al termine dei workshop di formazione e delle conferenze, molti giovani delusi dall’attuale politica condotta dagli anziani si sono detti pronti a creare un proprio partito politico. A quanti consideravano la politica come qualcosa di sporco, amorale e pericoloso (fare politica porta alla morte), questa formazione ha offerto un’altra visione della politica. Infatti, non partecipare alla politica significa subire le decisioni che altri prendono per noi. Solo una partecipazione effettiva ci permetterà di esprimere le nostre aspettative e i nostri bisogni, e di opporci alle decisioni che vanno contro i nostri interessi e quelli del nostro popolo.

I giovani chiedono che questo progetto sia replicato ed esteso a tutte le province del Ciad affinché la mentalità dei giovani si evolva favorendo un cambiamento e un rinnovamento della classe politica ciadiana. Infatti, l’attuale politica esclude la stragrande maggioranza della popolazione (giovani), soprattutto quella analfabeta e rurale, che subisce ogni tipo di ingiustizia: conflitti intercomunitari mal gestiti, sequestri di bambini a fini di riscatto, conflitti contadini-allevatori, assassinii i cui autori vengono protetti e non subiscono né processi né condanne. La piena partecipazione porterà ad un benessere comune accessibile a tutti. Una politica dei cittadini basata sulla condivisione dei beni a vantaggio di tutti è garanzia di stabilità locale e nazionale. Il pieno coinvolgimento è il presupposto per una migliore democrazia e una governance inclusiva in grado di garantire una più equa distribuzione della ricchezza a livello locale e nazionale.

 

Djasrangar Namdjingar
Responsabile Progetti CEFOD

 

***Articolo tratto da GMI N. 97 marzo 2021

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