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MAGIS Educazione #workcamps2016, l’entusiasmo e le aspettative dei volontari
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#workcamps2016, l’entusiasmo e le aspettative dei volontari

Un’estate in Africa. Non in vacanza. Ma affrontare un’esperienza di volontariato a contatto con la realtà più viva del continente. Lavorando in un programma di sviluppo e di crescita con la gente. È quanto vivrà un gruppo di giovani a partire dal 20 luglio grazie ai #workcamps2016 organizzati dal Magis. Andranno in Ciad, Tanzania e Togo. Saranno impegnati attività di utilità sociale e di solidarietà su diverse tematiche e vivranno occasioni uniche per la propria crescita personale. Si stringeranno infatti nuove amicizie, si acquisiranno competenze e prospettive nuove. Un’esperienza ricca di vita e condivisione.

«Che cosa mi aspetto da questo viaggio? – chiede Antonio Nastasi che si recherà in Tanzania -. Molte cose: che questa esperienza mi possa essere d’aiuto per vedere con occhi diversi un mondo a me forse sconosciuto in questo momento vivendo in una società completamente diversa. Spero di poter essere d’aiuto per le altre persone a partire dalla mia compagnia di viaggio. E spero mi possa aiutare ad apprezzare ogni piccola cosa, ogni piccolo gesto che spesso considero scontato. spero infine che questa esperienza mi possa far crescere e maturare».

Sull’aspetto della scoperta, una scoperta lontana dall’esotismo, battono anche altri ragazzi. «Il mio viaggio in Africa spero sia una bellissima scoperta! – osserva Elisabetta Gatto, che si recherà in Togo -. Una scoperta di tutto: persone nuove, cultura nuova, abitudini, sapori, profumi e paesaggi. Spero possa lasciarmi dentro tante cose positive e spero possa lasciarle anche a coloro che incontrerò». E Maria Assunta, che andrà in Ciad, aggiunge: «Non è solo lo scoprire culture e tradizioni diverse. Certo, l’Africa mi affascina e mi ha sempre affascinato. Ma da questa esperienza vorrei scoprire come l’Africa cambierà me e che cosa l’Africa mi lascerà dentro. È un viaggio fisico, ma anche un viaggio introspettivo».

Sul tema della conoscenza scommette anche Maria Funari (che andrà  in Togo). «La mia esperienza di volontariato internazionale – osserva – nasce dall’idea di esplorare per conoscere perché, attraverso la conoscenza, si abbattono i pregiudizi e le paure e avviene l’incontro con l’altro. Nell’Africa vedo la ricchezza della differenza, ma anche la vicinanza. Dall’Africa c’è molto da imparare. Dalla mia esperienza mi aspetto di vivere l’incontro con gli altri che diventa scambio e quindi ricchezza. Quella ricchezza che mi fa vedere le cose diverse perché abbatte le barriere». E anche Elisabetta Calabresi (che andrà in Tanzania) insiste sul tasto dell’incontro: «Mi aspetto di cambiare la mia visione del mondo, il mio modo di vivere, per ampliarlo, aprirlo sempre di più alla scoperta, all’incontro, all’accoglienza, grazie a uno spirito umile e curioso. Credo che capirò alcune cose e non ne capirò moltissime altre, mi interrogherò, rifletterò, sentirò, nel dare tutto ciò che ho e che sono e nell’essere pronta e presente con il cuore e la mente spalancati verso la vita lì».

Nino Improta (Togo) invece partirà «scarico» di aspettative. «Non voglio avere aspettative – dice -. Voglio conoscere nuove realtà, ma voglio partire senza aspettative perché qualsiasi filtro potrebbe essere un pregiudizio che influenza il mio viaggio».

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