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MAGIS Pace L’aiuto alla Comunità monastica di Mar Musa: un investimento per la pace
Siria,

L’aiuto alla Comunità monastica di Mar Musa: un investimento per la pace

Fondata nel 1991 da p. Paolo Dall’Oglio, la Comunità monastica di Deir Mar Musa in Siria promuove incessantemente la cultura della convivenza, del dialogo e della riconciliazione. Anche in situazione di grande emergenza, la Comunità non ha mai interrotto i progetti di formazione, di dialogo e di assistenza destinati principalmente ai giovani e ai profughi interni.

A partire dall’estate del 2011, dall’inizio del conflitto in Siria, padre Paolo Dall’Oglio si è rivolto alla rete di amici e sostenitori per ottenere un aiuto concreto alla Comunità monastica per continuare nelle attività. E i drammatici eventi successivi hanno reso ancor più impellente il continuo sostegno alla Comunità: 6 anni fa, come è noto padre Dall’Oglio è stato rapito e di lui non si hanno notizie certe; padre Jacques Mourad, anch’egli rapito nel maggio del 2015 è stato liberato dopo 5 mesi di prigionia; il Monastero di Mar Elian, che aveva accolto e protetto migliaia di profughi cristiani e musulmani, è stato distrutto dall’ISIS nell’agosto dello stesso anno.

Senza padre Paolo, nonostante la guerra e la distruzione del Monastero di Mar Elian, la Comunità monastica ha continuato sulla strada indicata dal suo fondatore, è rimasta in Siria mettendosi al servizio della popolazione civile, e in particolare della comunità cristiana di Nebek (la città più vicina al Monastero di Mar Musa), promuovendo con azioni concrete la cultura della convivenza e della riconciliazione. Grandi sforzi sono stati indirizzati ad affrontare l’emergenza dei profughi di Al-Qaryatayn, cittadina, quasi completamente distrutta, in prossimità del monastero di Mar Elian.

Il sostegno del Magis

La Fondazione Magis ha continuato a supportare la Comunità monastica e le sue iniziative per il dialogo islamo-cristiano, in collaborazione con l’Associazione “Amici di Deir Mar Musa”, in particolare nella drammatica situazione creata dalla guerra. Si voleva evitare infatti che le priorità definite dalla situazione di emergenza in Siria (l’assistenza ai profughi, gli interventi di aiuto di prima necessità alla popolazione locale, ecc.) e di riflesso anche in Italia, impedissero di perseguire i fini istituzionali della Comunità monastica, centrati sul dialogo interreligioso.

Obiettivo prioritario è stato quello di sostenere il percorso di formazione dei monaci e delle monache e le occasioni di incontro e di scambio di esperienze: attività queste che, programmate da tempo, rischiavano di non essere svolte avendo la Comunità monastica dirottato le risorse a ciò destinate a più impellenti interventi di emergenza umanitaria.

Al tempo stesso, per la gestione dei monasteri, e in particolare di quello di Mar Musa, la Comunità monastica non era più in grado di provvedere con i proventi delle iniziative di auto sostentamento che negli anni erano state sviluppate (iniziative agricole, pastorali e di ospitalità turistica), di fatto distrutte o inutilizzabili a seguito della guerra. D’altronde, il Monastero come luogo di incontro e di accoglienza per la popolazione locale di ogni religione è vitale al fine della costruzione del dialogo e della convivenza.

Non si poteva neppure trascurare un intervento di aiuto alle famiglie più povere delle aree nei dintorni dei monasteri, che dipendono in gran parte dalla Comunità per spese mediche e aiuti economici. Rientra in questo ambito anche il supporto logistico e organizzativo che la Comunità monastica fornisce ad alcuni bambini siriani in cura presso l’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma.

Gli interventi dell’ultimo anno

Logo Fondazione Terzo PilastroGrazie al generoso aiuto della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale siamo riusciti nell’ultimo anno sia a far fronte a problemi immediati, sia a non interrompere le condizioni per lo sviluppo futuro, agendo nelle aree di intervento considerate prioritarie:

La formazione

Grazie a tre borse di studio, secondo i programmi già da tempo definiti, da settembre 2018 frequentano la Pontificia Università Gregoriana, padre Jihad Youssef, che deve terminare il dottorato in teologia; suor Friederike Graef e suor Deema Fayyad che frequenteranno corsi di teologia. La promozione del dialogo interreligioso, infatti, non può prescindere da una approfondita e seria preparazione spirituale e culturale. La missione dei monaci e delle monache, così come individuata dal suo fondatore padre Paolo, richiede una Comunità monastica “colta”. Hanno già studiato in Italia, alla Pontificia Università Gregoriana ed al PISAI – Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica – dopo padre Paolo, suor Houda, padre Jens, suor Deema e suor Carol.

Viaggi, incontri e missioni

Una seconda area di intervento ha riguardato: le spese di viaggio dei monaci e dei laici collaboratori.  Gli eventi bellici in Siria hanno reso più difficile l’organizzazione di momenti di incontro e di dialogo fra i religiosi della Comunità nelle tre sedi in Siria, Iraq ed Italia e più costosi i viaggi dei religiosi e dei collaboratori. Inoltre, la comunicazione via telefono e internet, in particolare con il monastero di Mar Musa, è attualmente quasi impossibile. Ciò ha comportato la necessità di più frequenti viaggi dei religiosi in Libano ed in Europa.

L’aiuto alla popolazione e iniziative scolastiche

Non possono essere trascurati gli aiuti alla popolazione di Nebek e ai profughi di Qaryatayn, che dipendono in gran parte dalla Comunità per spese mediche e aiuti economici (per le famiglie più povere). La maggior parte delle famiglie sono musulmane, e questa vicinanza, questa amicizia, questo impegno costante nell’aiuto costituiscono il “dialogo” concreto islamo-cristiano, e il fondamento per la convivenza in pace dei cristiani in quella regione.

In particolare la Comunità Monastica è impegnata nella gestione di un asilo a Nebek, la cittadina più vicina al Monastero di Mar Musa, che ha contribuito a ricostruire. L’asilo, che accoglie 120 bambini, soprattutto musulmani, è un luogo di incontro e convivenza importante per tutta la popolazione, proprio per la finalità di pacificazione futura. il progetto intende sostenere gli stipendi degli insegnanti e del personale ausiliario, contribuendo anche, in tal modo, al sostentamento economico di alcune famiglie.

Gestione dei monasteri

Venuti meno a causa degli eventi bellici i progetti di auto-sostentamento del Monastero di Mar Musa (il caseificio e l’accoglienza nel Monastero di ospiti e turisti), sono mancate le fonti di finanziamento per la gestione del monastero. La  Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale ha sostenuto, per l’anno 2018-2019, le spese di elettricità, acqua, gasolio (soprattutto per il funzionamento dei pozzi) e benzina per automezzi del Monastero di Mar Musa e dell’asilo di Nebek, nella convinzione che un Monastero accogliente per la popolazione locale ed un asilo ben gestito sono elementi fondamentali di aiuto per la convivenza ed il dialogo.

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