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MAGIS Diritti fondamentali Nepal/1. I gesuiti sempre a fianco dei terremotati
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Nepal/1. I gesuiti sempre a fianco dei terremotati

Nessuno parla più del terremoto in Nepal. I primi giorni del sisma sono stati seguiti a livello mondiale. Poi il silenzio è calato sul Paese e nessun media internazionale è più tornato sul destino della popolazione nepalese. C’è però chi, in silenzio, sta continuando a portare la sua opera di assistenza. Sono i gesuiti del Nepal Jesuit Social Institute (Njsi), un’organizzazione creata dalla Regione nepalese della Compagnia di Gesù immediatamente dopo il terremoto che ha colpito il Nepal il 25 aprile e il 12 maggio 2015.

«Fin dalla sua nascita – spiega Parvej Alam dello staff – Njsi è stato attivamente coinvolto nei soccorsi a tutti e dieci le province colpite. Abbiamo lanciato “Earthquake Relief and Rehabilitation Program”, un programma per sostenere i sopravvissuti del terremoto. La nostra organizzazione ha anche collaborato con altre istituzioni simili: il centro di Nav Jyoti, Chai, Caritas Nepal e il Collegio di S. Saverio per aumentare la sua efficienza e per raggiungere i sopravvissuti nel più breve tempo possibile».

Dopo la fase iniziale dopo il sisma, nella quale è stato distribuito materiale di soccorso (teloni, coperte, stuoie, riso, cereali, olio, zucchero, sale, ecc), Njsi si è ha concentrato i suoi sforzi sulle scuole, fornendo materiali didattici, mobili, articoli di cancelleria, ecc. Il bilancio di questo primo periodo è lusinghiero: 6.800 famiglie sostenute, 23 scuole e 2.230 studenti aiutati.

L’impegno è però destinato a continuare. «Nei prossimi mesi – osserva  Parvej Alam – continueremo a sostenere sfollati e senzatetto anche durante il monsone. Aiutare le scuole di tutti e dieci i distretti più colpiti e forniremo semi e attrezzi agli agricoltori. Non cesserà la consulenza psico-sociale ai sopravvissuti, per rafforzare la speranza e indurre in loro un senso di sicurezza».

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