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MAGIS
Opera missionaria della Provincia Euro-Mediterranea dei gesuiti
MAGIS Educazione #Particonnoi? “Esperienza entusiasmante”
Togo,

#Particonnoi? “Esperienza entusiasmante”

«Perché sono tornato?». È da quando è rientrato dal Togo che Nino si fa questa domanda. Per lui, l’esperienza vissuta questa estate insieme al Magis è stata una tappa piena di significato. Un viaggio non solo in un continente affascinante, ma anche un percorso di crescita individuale. «Nel Magis – continua – ho trovato un bel gruppo con il quale spero di continuare a condividere esperienze di conoscenza». Già lo scorso anno Nino aveva partecipato, insieme alla Fondazione, ai campi di volontariato in Africa e già allora ne era uscito arricchito come persona. «Quest’anno sono ritornato per la seconda volta – continua -. Ritrovare volti cari è stato come ritornare in una seconda casa che non sapevo di avere. Se fosse per me ritornerei in Togo subito, magari per un periodo più lungo. Ma, per il momento, è un desiderio…».

Anche gli altri partecipanti al campo condividono l’entusiasmo di Nino. «Quando sono partita – spiega Maria Grazia – non mi aspettavo nulla. Non mi ero posta nessun obiettivo, né mi ero formata idee particolari. Tutto quanto è arrivato è stato bellissimo». L’esperienza nella comunità dei gesuiti di Lomé e poi nelle regioni interne insieme a una comunità di suore sono state esperienze che l’hanno fatta avvicinare a una realtà diversa. «Il nostro – continua Maria Grazia – non è stato un viaggio turistico, ma un calarsi in una dimensione del tutto particolare come quella africana. Anche le escursioni che abbiamo fatto non sono state mere gite, ma momenti toccanti. Abbiamo vissuto insieme ai togolesi, come i togolesi». Ripeterà l’esperienza? «Non lo so ancora, spero proprio di sì. Mi piacerebbe tornare nella comunità di suore che abbiamo visitato e lavorare insieme a loro per aiutare i bambini. Quella realtà mi ha aperto il cuore perché si vivono situazioni che toccano il profondo».

«Sono partita perché all’Africa mi lega il mio lavoro con i rifugiati a Roma – osserva Cecilia -. Volevo vedere da quali situazioni partono. Aspettative? Nessuna, solo tanto interesse per una realtà che conosco solo per sentito dire». L’esperienza però è stata positiva. Cecilia si è integrata bene con il gruppo del Magis ed è stata felice non solo dei luoghi visitati, ma anche dei momenti di confronto avuti con i suoi compagni che le hanno permesso di leggere in modo più approfondito la realtà che la circondava. «Mi hanno colpito la disponibilità e la gentilezza delle persone che ho incontrato – conclude Maria Grazia -. Ho voglia di tornare anche perché questa esperienza mi è servita come arricchimento personale e, in qualche modo, anche professionale».

«Quando sono partita – dice Egle -, il viaggio mi sembrava lungo e impegnativo. Invece il tempo è volato. Sono rimasta affascinata dall’atmosfera che ho trovato in Togo. Gli odori, i colori, i rumori mi hanno catturata e non sono più riuscita a staccarmene». A distanza di qualche settimana dal rientro, Egle ha ancora nostalgia dell’Africa che ha conosciuto. «È difficile staccarsi da un’esperienza così bella – continua -. La cosa che più mi ha colpito? La gioria delle persone. Non hanno nulla, ma sono grati per quel poco che hanno». Grazie al Magis, Egle ha potuto condividere la vita dei togolesi in tanti ambiti diversi: scuola, famiglia, comunità. Tornerà in Africa? «In Togo mi sono sentita subito a casa. Ci tornerò di sicuro. Non per un appagamento personale, ma perché voglio rivivere quel clima di condivisione che ho sperimentato nel mio viaggio. Io sono maestra e mi piacerebbe lavorare con i bambini africani. L’educazione è l’arma più efficace per aiutarli».

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