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MAGIS Notizie Un Festival interreligioso per costruire la pace
Sri Lanka,

Un Festival interreligioso per costruire la pace

Nel mese di aprile al Centro di Ricerca Tulana si è tenuto il primo festival interculturale e interreligioso, organizzato nell’ambito del progetto “Percorsi e Pratiche di educazione, dialogo e riconciliazione in Sri Lanka” EDIRI (AID 12970/01/7), progetto cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

L’evento è stato organizzato in occasione del Capodanno singalese e tamil, una delle festività più importanti per i due principali gruppi etnici dello Sri Lanka, profondamente radicata nella cultura e nella spiritualità del Paese. Questa ricorrenza rappresenta un momento di grande gioia e condivisione, in quanto segna un nuovo inizio e simboleggia il rinnovamento, la prosperità e l’arrivo del nuovo raccolto.

Il Capodanno singalese e tamil è stato celebrato e organizzato insieme alla scuola CEHIC, che si occupa di bambini con disabilità uditiva, dando vita a un festival inclusivo in cui questi bambini sono stati i veri protagonisti. Realizzare un evento di questo tipo ha significato creare uno spazio di incontro, amicizia e partecipazione aperto a tutti, soprattutto per coloro che quotidianamente incontrano maggiori difficoltà nel dialogo, nelle relazioni e nell’inclusione sociale.

Il festival è nato con l’obiettivo di promuovere e valorizzare la diversità in tutte le sue forme – fisica, culturale, religiosa, linguistica e sociale – affinché siano superate barriere, pregiudizi e incomprensioni, lasciando spazio all’unità e alla reciproca accoglienza. Anche se le voci sono molte, il ritmo può essere uno solo.

La celebrazione del festival interculturale e interreligioso si è dimostrata un’importante occasione di incontro e condivisione. Vi hanno partecipato l’ambasciatore italiano, Damiano Francovigh, e vari leader religiosi delle diverse confessioni: cattolici, buddisti, indù e musulmani. Tradizioni, spettacoli artistici e giochi popolari hanno coinvolto le oltre 300 persone presenti, in un clima gioioso di rispetto reciproco e armonia. La diversità religiosa ed etnica è stata una caratteristica distintiva della giornata anche grazie ai giovani artisti, ex allievi della scuola, che hanno espresso la propria identità culturale e religiosa attraverso la danza, la musica e le varie esibizioni in costumi tradizionali. Molti di questi giovani sono non udenti o hanno ridotte capacità uditive e difficoltà nella parola, eppure dimostrano un forte senso di connessione, inclusività e rispetto reciproco, indipendentemente dal background culturale o religioso. Rappresentano a pieno il messaggio potente dell’unità nella diversità.

I canti eseguiti durante l’evento hanno trasmesso messaggi di pace, convivenza e fraternità, valorizzando al tempo stesso la bellezza della natura e il senso di rinascita tipico del Capodanno. Anche le danze tradizionali hanno avuto un ruolo centrale: attraverso i movimenti, i costumi e la musica, gli artisti hanno rappresentato la vita del villaggio, le tradizioni popolari e lo spirito della comunità, insieme ai tradizionali auguri di abbondanza, prosperità e gioia. È stata un’esperienza intensa e coinvolgente, capace di trasmettere alle giovani generazioni il valore delle tradizioni e, allo stesso tempo, favorire il dialogo tra culture e religioni diverse, rafforzando il senso di appartenenza, inclusione e fraternità.

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