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Alle sfide pandemiche, il nostro umanesimo cristiano

Raccolta cibo Ceap

Il direttore del CEAP – Centro di Studi e Consulenza Pedagogica, Prof. Bruno Olivatto, illustra la difficile situazione del Brasile, duramente colpito dalla pandemia, e come il centro ha fatto fronte all’emergenza

In questo periodo di pandemia, il governo centrale brasiliano si è dimostrato inefficiente nella lotta contro il COVID-19, soprattutto perché mantiene una posizione negazionista e antiscientifica, oltre a violare le linee guida sanitarie delle autorità internazionali, quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità. La diffusione della disinformazione nei media ufficiali del governo è una pratica preoccupante che espone a rischio l’intera popolazione. Dietro solo agli Stati Uniti, il Brasile detiene il triste primato di essere il secondo Paese con il maggior numero di morti al mondo a causa del Coronavirus. A livello locale, la lotta al COVID-19 è avvenuta principalmente nella ricerca dell’ampliamento dei posti letto ospedalieri, stabilendo come accettabile una percentuale di occupazione fino all’80%. In altre parole, non ci si è concentrati sul controllo della contaminazione, ma sulla capacità del sistema sanitario di essere in grado di gestire i malati. Non sono mai stati effettuati test di massa sulla popolazione e la sottostima dei casi di contagio è enorme. Le misure restrittive per la circolazione delle persone sono state limitate alla chiusura parziale di commercio e scuole. Il lockdown non è mai stato stabilito, una misura utilizzata dalla maggior parte dei paesi che è riuscita a contenere efficacemente l’accelerazione del virus. Il risultato è che nel Paese il contagio non si argina.

L’effetto della pandemia sui poveri

Le conseguenze di questa politica scoordinata e inefficiente colpiscono in modo più perverso la popolazione più povera, che storicamente fa riferimento al CEAP. Oltre alla vulnerabilità della salute stessa, poiché i quartieri periferici soffrono gravemente della precarietà delle infrastrutture sanitarie e igieniche (anche la mancanza di acqua
potabile), l’impatto del COVID-19 sull’economia ha aumentato la disoccupazione, la sottoccupazione e la povertà, facendo ricomparire il fenomeno della fame tra i più poveri. Sebbene il governo, sotto la pressione dell’opposizione, abbia creato un reddito di emergenza per i più poveri, più di 10 milioni di persone non hanno ricevuto il sussidio e stanno affrontando gravi difficoltà per sopravvivere. In questo contesto sfidante, il CEAP – Centro di Studi e Consulenza Pedagogica, che dal 1993 opera a Salvador de Bahia per l’equità sociale attraverso il miglioramento del sistema scolastico, ha dovuto cambiare rapidamente la sua modalità di funzionamento, ampliando i suoi fronti di azione, cercando di assistere a distanza in particolare i giovani che partecipano ai progetti socio-educativi, così come le loro famiglie che ora hanno enormi difficoltà. Gli incontri di telelavoro e presenza digitale con gli studenti sono diventati la principale modalità di incontro. Tuttavia, questo passaggio dal servizio fisico a quello virtuale ha presentato seri limiti, dato che la connettività è uno dei principali ostacoli per una parte degli strati più poveri della società. Gli studenti si sono ritrovati senza classi regolari, senza contatto con le azioni socio-educative del CEAP, più esposti a situazioni di violenza domestica, senza connessione a internet, senza garanzia di cibo di base e senza condizioni per proteggersi dal COVID-19. La conseguenza di tutte queste privazioni, certamente, compromette anche la salute mentale di questi giovani e delle loro famiglie.

Le risposte del CEAP alle sfide della pandemia

Di fronte a questa serie inquietante di sfide e ispirata dal suo umanesimo cristiano, il CEAP ha ottimizzato rapide alternative per ridurre al minimo la sofferenza dei più vulnerabili. Strategicamente sono state intraprese iniziative che potessero rispondere, in modo sistemico, a tutte queste gravi difficoltà rilevate, pur considerando i limiti delle risorse economiche.

RETE SOLIDALE CEAP: sono stati mobilitati amici, partner e organizzazioni della società civile attraverso una vasta campagna di raccolta di cibo, seguita da una distribuzione quindicinale tra i giovani e le loro famiglie. L’iniziativa ha come focus fondamentale la sussistenza fisica degli utenti del CEAP. Fino a settembre sono stati
raccolti circa 2.500 chili di cibo, sostenendo direttamente più di 80 famiglie.

SERIE AUDIOVISIVE DI MESSAGGI DI SPERANZA:
sui social media sono stati realizzati e diffusi brevi video (2 minuti ciascuno) con messaggi di speranza realizzati da p. Alexandre Souza, gesuita superiore del nordest del Brasile. Attraverso il linguaggio artistico davanti allo schermo, le riflessioni sull’esistenza e spiritualità ignaziana sono state propagate a giovani e adulti, nonché al grande pubblico che segue il lavoro del CEAP. Propagare empatia, solidarietà e speranza attraverso il digitale è stato un modo per condividere il nostro umanesimo così privo di carne e affetto fisico. Abbiamo pubblicato 18 video sui nostri social media (fino a settembre), su un totale di 24 da produrre entro dicembre.

EDUCAZIONE E SALUTE IN DIRETTA INSIEME ALL’UNIVERSITÀ: il CEAP ha instaurato una
collaborazione con l’Istituto Nazionale di Salute Collettiva, operante nella città di Salvador, al fine di promuovere riflessioni su Educazione e Salute finalizzate alla formazione di educatori, famiglie e giovani. L’iniziativa mirava a produrre una catena di informazioni sicure e affidabili, in un momento di grande incertezza e necessità di protocolli di sicurezza. La valorizzazione della conoscenza scientifica è stata un’importante posizione istituzionale per il CEAP per ridurre al minimo gli effetti dell’ampia rete di disinformazione circolante che mette in pericolo la vita delle persone. Sono state effettuate due dirette streaming con un pubblico di 500 persone.

IN DIRETTA SUL FINANZIAMENTO DELL’ISTRUZIONE NAZIONALE: il CEAP ha condotto discussioni, in collaborazione con un’istituzione di gestione pubblica nello Stato di Bahia (AFINCO), sulle prospettive per qualificare le condizioni materiali e umane delle scuole brasiliane, attraverso la politica di finanziamento dell’istruzione. L’iniziativa rivela la preoccupazione del CEAP di influenzare la gestione pubblica, in particolare il modo in cui le politiche pubbliche operano a favore del miglioramento dell’apprendimento dei bambini e dei giovani durante la pandemia e oltre. Anche questa discussione ha mobilitato più di 500 persone, in base all’accesso al canale digitale messo a disposizione.

INCONTRI VIRTUALI A SOSTEGNO DELLA FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI: il CEAP, sensibile alle difficoltà che i docenti affrontano, dovute al fatto che le loro attività devono svolgersi esclusivamente attraverso schermi ha realizzato 13 diverse iniziative per qualificare le pratiche didattiche. L’intenzione era quella di collaborare affinché questi professionisti potessero comprendere la complessità della nuova realtà di lavoro, nonché preservare la loro salute e motivazione di fronte a questo nuovo contesto. Sono stati discussi diversi temi: insegnamento sullo schermo, risorse pedagogiche digitali, combattere le fake news, cultura visiva ed educazione, memoria ed estetica, peggioramento delle disuguaglianze sociali nella pandemia, esclusione sociale e genocidio dei neri, tra gli altri. Più di 2.000 persone hanno partecipato a queste iniziative.

INCLUSIONE SOCIALE CONNESSA: visto il contesto di totale sospensione delle lezioni, oltre alle difficoltà nel collegare gli studenti, il CEAP ha creato un progetto di inclusione digitale, supportato in un ambiente virtuale, in modo che i giovani potessero mantenere il loro diritto all’apprendimento. L’iniziativa è stata pensata, soprattutto, per supportare gli studenti che sosterranno l’esame annuale per accedere all’università ma che erano impossibilitati a sostenersi negli studi. Il progetto, oltre a un corso completo che copre tutte le discipline richieste nell’esame, offre una scheda per l’accesso ai dati mobili per la connessione su Internet. Il progetto sta assistendo 200 giovani delle classi popolari e le loro azioni si svolgeranno fino al 20 gennaio 2021, il giorno prima dell’esame.

SPIRITUALITÀ DEL TEAM CEAP: parallelamente a tutte queste iniziative, il CEAP ha allargato i suoi momenti di spiritualità ignaziana, stabilendo un intenso programma di riflessioni mediato dal fondatore dell’opera, p. Domenico Mianulli SJ. Il team operativo comprende che questa dimensione non può essere trascurata, vista la forte
sfida emotiva che quotidianamente ci chiama al discernimento, all’equilibrio e all’ascolto sensibile delle persone che più hanno bisogno della nostra accoglienza e altruismo. Da queste esperienze di attività sfidanti, innovative e assolutamente imprevedibili, il CEAP si riconosce reinventandosi nella capacità di essere un corpo apostolico attivo e in linea con le esigenze della nuova realtà sociale che sta prendendo forma. Agire in un contesto sociale ibrido,
alternando l’attività fisica alla presenza digitale, senza trascurare la qualità dei rapporti umani, la sensibilità e il servizio, sembra essere la sfida più radicale che la pastorale post-pandemica richiederà a tutti i missionari che intendono essere veramente di più e meglio in comunione con gli altri. Alle nuove sfide che verranno, il nostro
umanesimo cristiano.

Bruno Olivatto
Direttore Esecutivo CEAP

Elaine Amazonas
Coordinatrice Progetti Educativi CEAP

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