Gesuiti
MAGIS
Opera missionaria della Provincia Euro-Mediterranea dei gesuiti
MAGIS Diritti fondamentali In Ciad arriva il primo Fibroscan
Ciad,

In Ciad arriva il primo Fibroscan

Un altro passo importante per il progetto “Sanità Italia – Ciad; Formazione e innovazione tecnologica”: in Ciad è arrivato il primo fibroscan. Si tratta di un’attrezzatura che permette la diagnosi e il monitoraggio dei pazienti colpiti da patologie epatiche in modo indolore, veloce e non invasivo. Consegnato al Centro Ospedaliero Universitario di Riferimento Nazionale di N’Djamena, il fibroscan fa di quest’ospedale la prima struttura ospedaliera pubblica di tutto il Ciad a dotarsi di questa innovativa attrezzatura.

“Aspettiamo questo apparecchio da molti anni, il suo arrivo è stato accolto dall’intera comunità medica, soprattutto da gastroenterologi e diabetologi, come una rivoluzione -spiega Ali Mahamat Moussa, primario oltre che direttore della Scuola di specializzazione in gastroenterologia -. Grazie alla sua tecnologia non invasiva che ci permette di abbandonare la vecchia biopsia epatica, abbiamo ora la possibilità di gestire al meglio i malati con problemi al fegato, in particolare le epatiti virali che qui in Ciad fanno registrare numeri elevati”.

Da luglio scorso sono 14 i medici che sono stati formati all’uso del fibroscan. Centocinquanta le persone valutate finora. Il Fibroscan è solo l’ultimo tassello realizzato grazie al piano di cooperazione “Progetto Sanità Italia-Ciad: Formazione e Innovazione tecnologica AID 12582” che risponde al doppio obiettivo di potenziare le infrastrutture e la formazione specialistica, per migliorare lo sviluppo dei sistemi sanitari e quindi la salute degli abitanti del Ciad. Al progetto collaborano diverse realtà a livello internazionale guidate dall’Università di Roma Tor Vergata: Fondazione Magis, Istituto per i Sistemi Biologici (ISB) del Centro Nazionale Ricerche (CNR), Ufficio di Niamey dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics).

Scarica qui il comunicato stampa con l’intervista al prof. Ali Mahamat Moussa, primario e direttore della Scuola di specializzazione in gastroenterologia.

Tags Progetto

Condividi