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MAGIS Diritti fondamentali Kerala, post alluvione
India,

Kerala, post alluvione

Lo scorso anno “La terra di Dio” il Kerala, Stato dell’India, è stata colpito da una violenta alluvione che ha messo in ginocchio il paese, colpendone gravemente l’economia, distruggendo case, scuole e raccolti, oltre ad aver causato più di 400 morti. Il MAGIS, grazie alla generosità di tanti donatori e insieme alla Rete Xavier, si è attivato subito per sostenere la ricostruzione; è stato possibile inviare aiuti immediati a chi ne aveva più’ bisogno. I poveri, i dalits, i tribali e i gruppi emarginati hanno così potuto ricostruire le proprie case e le loro vite.

Gli interventi si sono concentrati in 7 distretti (Wayanad, Kazhidode, Mallapuram, Ernakulam, Kottayam, Alzppuzha e Idukki) e si rivolti prevalentemente a riparazioni o ricostruzioni strutturali, all’acquisto e al ripristino dei mezzi di sussistenza e al supporto dell’educazione di bambini/e e giovani provenienti da famiglie che avevano perso tutto.

Condividiamo la breve storia del signor Ragi, pescatore di Varapuzha. Durante l’alluvione aveva perso la casa, la sua rete da pesca cinese “Cheena Vala” e altri strumenti che gli servivano per svolgere l’attività di pescatore. Per la ricostruzione della casa ha ricevuto il sostegno dello Stato, mentre per l’acquisto della rete ha ricevuto il nostro aiuto tramite i gesuiti indiani. Questo gli ha permesso di ricominciare a lavorare, mandare i bambini a scuola, mangiare e vivere! I pescatori del Kerala hanno avuto un ruolo importante durante l’emergenza. Sono stati i primi a mettersi a disposizione con le loro barche per soccorrere chi era in difficoltà ma sono anche coloro che hanno avuto più danni. Loro hanno pensato ad aiutare gli altri, noi abbiamo pensato a loro.

Lentamente le popolazioni del Kerala si stanno riprendendo, ma molte sono le sfide che devono affrontare. I pescatori del Kerala oggi sono minacciati non solo dai cambiamenti climatici, ma soprattutto da interessi economici legati al turismo, le grandi multinazionali vogliono cacciarli dalla spiaggia, dalle case e da quelle aree che sono parte della loro vita per creare impianti turistici moderni e accattivanti per gli occidentali.

Non possiamo lasciarli soli nella tutela dei loro diritti. Puoi aiutarci sostenendo il progettoLok Manch. La rete per gli ultimi”.  

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