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MAGIS Educazione «Maison des enfants, un anno di ricostruzione»
Guinea,

«Maison des enfants, un anno di ricostruzione»

José Luis Ferrer Sj, direttore della Maison des enfants a Sobanet (Guinea), ha scritto una lettera al Magis in occasione delle festività del Natale. È un breve bilancio delle attività svolte nella struttura che è stata donata  dai fondatori Riccardo Piccaluga e Daniela Pisotti alla Compagnia di Gesù.

Cari amici, partner e sostenitori della “Maison des enfants”,

in vista di Natale, festa dell’amicizia e della fraternità, è con grande piacere che condivido con voi alcune notizie sul lavoro della “Maison des enfants” a Sobanet (Guinea). Vorrei tracciare un bilancio, sebbene sommario, dell’anno trascorso da quando la nuova squadra di quattro gesuiti ha preso il posto di padre Dorino Livraghi e Hitimana Damas nella gestione e nell’animazione di questa attività, ceduta alla Compagnia di Gesù dai suoi fondatori Riccardo Piccaluga e Daniela Pisotti.

In questi dodici mesi ci siamo mossi su tre fronti: 1) il rinnovamento delle infrastrutture, compresa la perforazione di un nuovo pozzo e il cambio di tutte le tubature che servono gli edifici della Maison; 2) la riformulazione dell’approccio educativo per gli orfani e per gli studenti nei centri scolastici e nel laboratorio; 3) il completamento della costruzione della nuova scuola, il cui lavoro era stato interrotto per mancanza di denaro (è stato realizzato solo il 25% del totale).

Il piano di ristrutturazione di una parte delle infrastrutture è stato pianificato e implementato rapidamente, grazie alle sovvenzioni ricevute da diverse istituzioni italiane: Novara Center, Children’s House, Cuore Amico, Magis, Cei e altre donazioni di amici e della Compagnia di Gesù. La ristrutturazione dev’essere ancora portata a termine e, in particolare, i lavori delle stanze per l’accoglienza degli insegnanti, che per necessità dobbiamo reclutare in gran parte lontano da Sobanet. Abbiamo in programma di intraprendere questo lavoro nel 2019.

I nostri venti orfani crescono. Dobbiamo prepararci per il loro reinserimento nella società. Dopo aver vissuto per molti anni all’interno della Maison des enfants, non sono ancora pronti ad affrontare la vita in un ambiente non protetto. Per questo motivo abbiamo iniziato contattando i parenti in vita (nonni e nonne, zii e zie, fratelli e sorelle, ecc.) e abbiamo chiesto loro di ospitare gli orfani durante le vacanze estive. L’obiettivo è riprendere i rapporti con le loro famiglie d’origine in modo tale che i ragazzi si integrino nel loro ambiente sociale quando lasceranno, dopo gli studi secondari, la “Maison des enfants”.

I nostri programmi di insegnamento si ispirano ai metodi sperimentati da anni e con grande successo da Fe y Alegría, movimento fondato dai gesuiti in Sudamerica che da alcuni anni opera anche in Africa subsahariana. La nuova squadra di gesuiti sta però progettando di cambiare l’attuale approccio a Sobanet dando vita a un centro educativo maggiormente legato al contesto nel quale si trova. L’obiettivo è la trasformazione delle persone in modo che siano in grado di soddisfare i bisogni del loro ambiente socio-economico e culturale. In altre parole, vogliamo che la “Maison des enfants” diventi una comunità educativa di eccellenza, come opera dei gesuiti e secondo il carisma ignaziano. In relazione a ciò voglio ricordare che il Padre generale della Compagnia di Gesù, P. Arturo Sosa, nel suo discorso ai partecipanti al Congresso internazionale di Jesedu (Congresso internazionale dei delegati all’educazione della Compagnia di Gesù) a Rio de Janeiro nel 2017, ha detto di fronte a più di 100 gesuiti e collaboratori di tutto il mondo che lavorano su piattaforme educative: «L’istruzione, in particolare le scuole primarie e secondarie e le università, fanno parte della tradizione missionaria della Compagnia […] lo scopo è preparare uomini e donne con gli altri e per gli altri».

Allo stesso modo, invitiamo i genitori dei nostri studenti a un maggiore impegno da parte loro a educare i loro figli, cosa che in parte già fanno, e a uscire dal concetto di «tutto gratuito». Vogliamo incoraggiarli a contribuire alle spese della scuola dei loro figli, questo è un passo verso un sempre maggiore loro coinvolgimento. Inoltre, e in linea con quanto previsto da chi ci ha preceduto, stiamo ampliando la formazione dei nostri studenti in settori quali l’agricoltura, la gestione familiare, la cucina, il cucito, i computer, ecc. in modo da offrire migliori opportunità di integrazione sociale, alla fine del percorso formativo.

Finire la costruzione della nuova scuola è per noi una grande sfida. Avendo esaurito i nostri fondi per continuare i lavori, siamo stati costretti a interrompere gli interventi in attesa di trovare donatori che ci garantissero il denaro necessario per riprendere. Nel gennaio 2018 abbiamo ricevuto dalla Conferenza episcopale italiana (CEI) un finanziamento di 67mila euro per la scuola. Questi soldi non ci permettono di terminare i lavori, ma siamo riusciti comunque a realizzare l’80% degli interventi anche grazie al generoso aiuto di due volontari e amici italiani Mario Lombardi ed Edoardo Nicola. Ci servono ancora 45mila euro per completare il progetto. Speriamo che con gli ulteriori fondi che ci invieranno i nostri amici potremo inaugurare la scuola finita e arredata a Pasqua 2019.

Quest’anno vissuto a Sobanet è stato per me un periodo privilegiato. Una bellissima sorpresa proprio mentre mi accingo ad andare in pensione! Un tempo in cui mi sono sentito molto utile al servizio della Maison e dei miei meravigliosi compagni gesuiti, pur in un contesto di estrema povertà umana. Una povertà che può essere spiegata solo dalla cattiva governance di un Paese ricco di terra e acqua, materie prime e una popolazione con un desiderio di progresso e dignità.

José Luis Ferrer SJ
Direttore della “Maison des Enfants”

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