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Comprendere i tribali

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Lo Stato del Jharkhand si trova al centro di quella che viene definita la “Fascia Tribale” dell’India, che comprende anche Orissa, Chhattisgarh e Madhya Pradesh; di recente formazione avvenuta il 15 novembre 2000 a seguito della secessione dal Bihar, il Jharkhand è il 28esimo Stato Indiano e dimora per 32 gruppi tribali diversi.

In India la popolazione tribale rappresenta l’8,6% del totale della popolazione, ma all’interno di questa percentuale possiamo incontrare un’enorme varietà di gruppi diversi sia per lingua, caratteristiche fisionomiche, cultura, stratificazione sociale, economia e relazione con la natura.

Il Jharkhand è una terra ricca: nel sottosuolo ci sono risorse minerarie che suscitano l’interesse di numerose multinazionali che, con l’avallo del governo, cercano di sottrarre la terra agli Adivasi, per avviare progetti industriali ad alto impatto ambientale; la superficie è ricoperta di risorse d’acqua e foreste (Jharkhand significa, infatti, “Terra delle Foreste”), foreste abitate per secoli dagli Adivasi che vi hanno vissuto in sicurezza, armonia e serenità e nel rispetto di madre natura con cui hanno instaurato una relazione simbiotica. La svolta neo-liberistica del paese, mascherando il land grabbing con lo sviluppo economico per le comunità tribali e nell’interesse nazionale, li ha privati delle loro terre e della loro identità. Minacciati dallo sfruttamento intensivo, gli Adivasi sono stati sfollati, sfruttati, oppressi, privati delle loro risorse; sono impoveriti materialmente e culturalmente, perdendo parte di quelle che sono le loro tradizioni e la loro cultura originaria. Il nuovo scenario politico che ha minato l’autogoverno indigeno e le funzioni dei Consigli di Villaggio, l’urbanizzazione galoppante, il disboscamento e lo sfruttamento selvaggio delle risorse, la crisi agraria e l’alienazione culturale hanno ulteriormente aggravato la situazione delle popolazioni tribali che, spesso, si trovano nella condizione di dover cambiare il proprio sistema di essere, conoscere e fare o migrare in altri luoghi alla ricerca di migliori condizioni di vita.

E sono i giovani ad essere più traumatizzati da queste alterazioni, abituati a vivere uno stile di vita semplice, ugualitario dove l’identità individuale viene assorbita da quella comunitaria, si trovano costretti ad allontanarsi dalla propria cultura, dalla propria terra per amalgamarsi al gruppo maggioritario ed evitare di essere spinti ulteriormente ai margini della società. Tale condizione di povertà ed emarginazione è la stessa che si presenta nello Stato dell’Assam. Qui gli Adivasi rappresentano il 20% della popolazione, ma vengono emarginati e discriminati in quanto considerati tribali non originari. Provenienti dagli Stati del Jharkhand, Chhattisgarh, Orissa e Madhya Pradesh furono deportati tra il 1830 e il 1957 dagli inglesi che volevano creare uno stato per la coltivazione del tè. Nonostante siano presenti nello Stato di Assam da generazioni ancora oggi continuano a non godere di quei diritti e riserve che il governo garantisce per altri gruppi tribali registrati. La loro vita è caratterizzata da miseria e sacrifici, per lo più sono lavoratori nelle piantagioni di tè o contadini nelle terre altrui, non posseggono la terra in cui vivono e su cui lavorano e possono essere cacciati in qualsiasi momento.

Il Magis è da anni accanto alle comunità tribali per sostenerle e proteggerne la loro identità e cultura. Diversi sono i progetti che hanno bisogno anche del tuo sostegno:

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