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MAGIS Cultura Salvaguardia del Bacino del Congo
RD Congo,

Salvaguardia del Bacino del Congo

Bacino del congo

Alla “sfida urgente di proteggere la nostra Casa comune” (Laudato Si’, 13) lanciata da Papa Francesco, la Chiesa in Africa cerca di trovare soluzioni attraverso l’impegno dei Vescovi, in particolare nel Bacino del fiume Congo, polmone di biodiversità e la sua conservazione è quindi indispensabile non solo per l’Africa ma per tutta l’umanità. Questo servizio all’umanità è reso grazie alla sua dimensione.

La foresta del Bacino del Congo copre l’intera Africa centrale e si estende su 220 milioni di ettari di foresta tropicale, rendendola la seconda più grande foresta tropicale del mondo dopo l’Amazzonia. Essa genera parte dell’ossigeno che contribuisce alla qualità dell’aria che respiriamo nel mondo. Svolge un ruolo insostituibile nella stabilità del clima perché regola le precipitazioni locali e regionali. In effetti, la maggior parte delle piogge che cadono sul continente africano hanno origine in questa regione. Infine, è un fattore determinante per rallentamento del riscaldamento globale perché immagazzina e sequestra il carbonio dannoso per l’atmosfera.

Per proteggere questa foresta, oltre alla responsabilità di tutti gli uomini, il Papa ha chiesto alla Chiesa in Africa di sviluppare una cura pastorale dell’ambiente. Infatti, se l’Africa è responsabile solo del 3,8% delle emissioni totali di gas serra nel mondo, i Paesi africani subiscono gli effetti devastanti di condizioni climatiche sempre più estreme.  La desertificazione avanza, laghi come quelli del Ciad e del Malawi si stanno prosciugando, le inondazioni si moltiplicano ovunque e le stagioni agricole si confondono.

Il MAGIS, attivo nel supportare questa sfida, è impegnato nel rafforzare la mobilitazione delle comunità indigene, in particolare la comunità diocesana di Inongo sulle questioni climatiche, la conservazione della biodiversità, la gestione dei rifiuti. Tale impegno ha bisogno di capitale umano non sempre formato e disponibile nelle comunità della diocesi, comunità che sono molto difficili da raggiungere. Nel cuore della foresta, infatti, la mancanza di mezzi di comunicazione può ostacolare lo scambio di informazioni, impedire la formazione alla leadership e lo sviluppo di uno sguardo d’insieme sullo sfruttamento in corso.

Per questo, il Vescovo gesuita della Diocesi di Inongo, diocesi immersa nel cuore della foresta, ha lanciato l’appello per l’acquisto di una barca che gli permetterebbe di raggiungere le comunità indigene più isolate della sua diocesi – spesso accessibili solo via fiume – per poter parlare con loro e ascoltarle, diffondere il messaggio della Laudato Si’, far conoscere meglio l’importanza e la ricchezza della foresta del bacino del Congo, sensibilizzare le comunità al cambiamento climatico in corso.

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