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Opera missionaria della Provincia Euro-Mediterranea dei gesuiti
MAGIS Cultura «San Francesco Saverio ci invita all’impegno missionario»
Italia,

«San Francesco Saverio ci invita all’impegno missionario»

In occasione della festa di San Francesco Saverio (3 dicembre), padre Gianfranco Matarazzo, responsabile della Provincia Euromediterranea della Compagnia di Gesù, ha inviato una lettera nella quale ricorda il Patrono delle missioni e invita all’impegno missionario. Pubblichiamo di seguito il testo e condividiamo con il Provinciale l’invito a sostenere il Magis e i suoi progetti.

Carissimi amici nel Signore,
vi scrivo in occasione del prossimo 3 dicembre, giorno in cui la Compagnia ricorda il suo primo missionario, San Francesco Saverio, affinché possiamo tenere fissa davanti a noi la sua vita, certi che la sua storia e quella dei primi Compagni continueranno ad ispirarci e a darci nuovi doni per i nostri ministeri e per le nostre fatiche apostoliche.

La storia di Francesco Saverio è fin da subito intrecciata con quella di Ignazio e di Pietro Favre; anzi possiamo dire che la nascita della Compagnia è l’instaurarsi di un’amicizia che non cesserà di approfondirsi nelle «viscere di Cristo». Nella stanza del collegio di Santa Barbara i tre studenti cominciano ad aprire il loro animo e a conoscersi sempre meglio; questa intimità li porterà a cambiamenti cruciali e duraturi al punto da donare l’intera vita nei voti di Montmartre.

Il periodo di Venezia, tanto ripreso dall’ultima Congregazione Generale, vede i primi compagni oramai lanciati nel mondo, con quel modo di procedere che sarà poi di tutta la Compagnia: dopo settimane di preghiera in conventi o casali abbandonati per accendere il loro fervore per la sequela di Gesù umiliato, in povertà e in amicizia vanno predicando il Vangelo nell’entroterra veneziano.

Poi la separazione. Francesco Saverio diventa il fratello distante, le cui lettere dall’Oriente faranno vibrare di commozione ed entusiasmo i Padri a Roma e quelli sparpagliati per l’Europa: «Dio sa quanto sarei felice nel vedervi, che non essere costretto a scrivervi lettere così malsicure, vista la grande distanza che separa l’India da Roma. Ma poiché Iddio ci tiene lontani, in regioni così distanti, questa lontananza non ci è per altro di impedimento, poiché non fa sentire né lontani né distanti né dimenticati coloro che si amano nel Signore, e vivono uniti nella carità; a mio avviso noi ci vediamo continuamente, anche se non possiamo mantenere
contatti diretti… Vi vedo sempre presenti nell’anima mia, voi, e tutti gli altri della Compagnia».

L’insicurezza e la distanza, di cui parla Francesco Saverio nella sua lettera dall’India, segnano ancora oggi il Corpo della Compagnia presente in tanti luoghi del mondo. Basti ricordare i nostri confratelli nei Paesi di guerra, come il Sudan del Sud o la Repubblica Centrafricana; nelle comunità perseguitate, più o meno apertamente, dai nuovi integralismi, come in Jharkhand, India; o considerare Paesi che attraversano situazioni di profonda crisi economica, come il Venezuela o colpiti da catastrofi naturali come le Filippine o l’India per quanto riguarda lo Stato del Kerala. Sono solo alcuni esempi, che ci invitano a vivere la distanza come luogo della preghiera a favore dei nostri confratelli più esposti e più minacciati da tanti pericoli e disagi.

Proprio la settimana scorsa abbiamo celebrato una ricorrenza importante per la Fondazione Magis, opera missionaria della Compagnia della nostra Provincia. Da trent’anni il Magis si impegna a mantenere vivo il legame con quei Paesi in cui i nostri confratelli vivono, particolarmente esposti, a servizio del Regno; e il Magis si impegna anche a sostenerli concretamente, nel loro servizio; contemporaneamente, guardando al futuro, alla luce del Piano apostolico che auspica percorsi di ecologia integrale, questa organizzazione, che è anche Organismo non governativo di cooperazione internazionale, potrà aiutare le comunità della nuova Provincia Eum a custodire uno sguardo ampio sulla nostra missione, tenendo viva la nostra percezione di un mondo in cui disuguaglianza e violenza generano tanta sofferenza e ingiustizia.

In particolare vorrei ricordare le ultime due emergenze di cui la Fondazione Magis si è fatta portavoce recentemente:
– il soccorso alle vittime dell’alluvione in Kerala, India;
– l’assistenza dei migranti che stanno uscendo a migliaia dai confini del Venezuela.

La nostra preghiera e la nostra solidarietà, specialmente se comunitaria, saranno preziose per mantenere viva quell’unione degli animi che consolava la solitudine di Francesco Saverio e che oggi può garantire efficacia apostolica a comunità cosi distanti e a volte sconosciute.

In Cristo
Padre Gianfranco Matarazzo Sj

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