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Storica fratellanza religiosa

liceo scutari

LA STORICA FRATELLANZA NELLA REALTÀ ALBANESE 

Zef Bisha, padre gesuita superiore della comunità di Tirana, ci illustra le radici storiche della convivenza pacifica tra persone di fede diversa e le sfide dei gesuiti nella nuova dimensione politica e sociale albanese

 L’Albania è un Paese piccolo ma denso di storia e cultura, un Paese dove si sono susseguiti molteplici cambiamenti storici e geopolitici. In tale panorama mutevole, la religione ha rappresentato e rappresenta un punto di riferimento e di sostegno per ogni albanese. L’organizzazione stessa della società si è sviluppata a partire dalle grandi religioni presenti nello stato balcanico: l’Islam, che è la fede maggioritaria, il Cristianesimo, con una prevalenza di cattolici a Nord e di ortodossi a Sud, e Bektashi (confraternita islamica di derivazione sufi, fondata nel XIII secolo da Hajji Bektash Veli, mistico e filosofo turco).

Le religioni hanno saputo articolare l’insieme dei loro valori con i caratteri propri delle comunità che avevano contribuito a formare nei secoli. Esempi di tale adattamento sono le norme religiose che regolano l’ospitalità e vigilano sulla fedeltà alla parola data, due tratti distintivi dell’identità albanese. La convivenza pacifica tra persone di diversa fede ha le sue radici nella storia del paese. L’Albania è nata come paese cristiano, e l’adesione di larghi strati della popolazione all’Islam è avvenuta sotto la pressione dell’Impero Ottomano. Le famiglie che sono diventate musulmane hanno conservato buoni rapporti con i loro vicini cattolici e ortodossi. Le varie trasformazioni politiche intercorse nei secoli hanno portato a un avvicinamento delle religioni tra loro, con fenomeni di sincretismo.

Tra religione e cultura in un senso più ampio esiste una relazione circolare, evidenziata dal fatto che i primi testi scritti in lingua albanese sono dei libri sacri, del XV secolo. La chiesa ortodossa, da parte sua, ha acquistato sempre più dei caratteri albanesi, fino a diventare nel 1937 una chiesa autocefala. Gli oltre 45 anni di dittatura comunista hanno visto il più efferato tentativo della storia di cancellare l’identità religiosa di una nazione. Sin dai primi anni, i membri del clero sono stati condannati a morte o costretti ai lavori forzati e sottoposti a tortura, mentre nel 1967 venne vietata qualsiasi pratica religiosa e furono distrutti gli edifici di culto. La fede non morì, rimase nascosta nel cuore delle persone. La fede fu vissuta in famiglia, di nascosto, nelle case, ascoltando, i cattolici, Radio Vaticana la sera, a basso volume e a luci spente, tramandando preghiere e insegnamenti morali.

La libertà di esprimere la propria fede venne con il crollo del regime. Le religioni intrapresero con grande fervore l’opera di ricostruzione, che era materiale e spirituale insieme. Uomini e donne di diversa fede lavorarono uno a fianco dell’altro, mettendo a disposizione con generosità tutto quello che avevano. Pittori musulmani produssero quadri con immagini cattoliche, non solo per la vendita ma anche nelle chiese che venivano ricostruite.

La grave crisi politica degli anni 1996-1997, con disordini in ogni parte del paese, ha unito ancora di più le persone di diversa fede. Mentre lo stato aveva perso ogni controllo e i luoghi di culto rischiavano di essere saccheggiati e vandalizzati, nella città di Scutari i musulmani sono andati in chiesa per restare e pregare con i cattolici e i cattolici sono andanti in moschea per rimanere e pregare insieme ai musulmani. Fu un momento di grande consolazione.

Negli anni più recenti, si è sviluppato il dialogo tra le religioni ed ecumenico, nelle sue diverse forme, come dialogo teologico, della preghiera, della carità, della vita quotidiana. I gesuiti si sono fatti promotori di tale dialogo, secondo lo spirito che li ha caratterizzati sin dal loro ingresso nel paese delle aquile.

Nel seminario di Scutari, a loro affidato dopo il crollo del comunismo, hanno creato momenti di collaborazione e di scambio con altre religioni. A fianco del seminario, il collegio “Pjetër Meshkalla” della Compagnia di Gesù è nato come scuola multireligiosa. La scuola ha assunto la sfida di testimoniare i valori religiosi ed etici tra persone di diverso credo. Insieme si cerca di comprendere l’altro, di imparare e rispettare la sensibilità di ognuno. Oltre che a Scutari, i gesuiti sono impegnati a Tirana, in una parrocchia dalla popolazione eterogenea, dove la fede più rappresentata è quella musulmana. In chiesa non vengono a pregare solo i cattolici, ma tutti. Non mancano musulmani che chiedono momenti di confronto, un consiglio, una visita alla loro famiglia. Gli incontri di dialogo ecumenico e interreligioso sono frequenti e molto partecipati.

La visita di papa Francesco in Albania nel 2014 ha dato un ulteriore impulso alla convivenza cordiale e al dialogo. Ascoltare la voce di papa Francesco che parlava a tutte le persone è stato un momento bello e storico, con persone di ogni fede venute ad ascoltare l’uomo che parla di Dio. Lo stare insieme ci aiuta a superare ogni timore di divisione e di incomprensione, più stiamo insieme più si sviluppa una relazione sincera e gioiosa liberata da qualsiasi pregiudizio. Siamo persone create da Dio ad immagine e somiglianza Sua e come tali siamo chiamati a vivere come fratelli e sorelle su questa terra, dono di Lui e regalo per ognuno di noi.

P. Zef Bisha SJ
Superiore della comunità dei gesuiti di Tirana
Coordinatore regionale per l’Albania


Terremoto in Albania

Un grazie sentito per le offerte che ci avete donato in occasione dell’appello in seguito al sisma del 25 e 26 novembre 2019. In questa fase post terremoto stiamo assistendo le famiglie con piccoli interventi. Abbiamo riparato la casa di una signora che vive sola dove il terremoto ha spaccato i tubi dell’acqua e così abbiamo ristrutturato tutta la stanza. Abbiamo aiutato un’altra famiglia a costruire il muro interno della sua casa che era crollato a causa delle scosse, diversi altri interventi di riparazioni dove era possibile un intervento immediato. Stiamo lavorando con le suore di Madre Teresa per ristrutturare il tetto in tegole di una stanza 4×5 m²; la casa è molto danneggiata, molto vecchia, e piove dentro. Nostro obiettivo è quello di risistemare la stanza per dare una nuova possibilità di vita al signore che vi abita. Ci rendiamo conto che insieme possiamo fare molto, piccoli mattoncini che ricostruiscono case, ma soprattutto relazioni umane. Grazie!

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