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Madagascar,

Una vita per la missione: p. Giustino Bethaz SJ

Visita di p. Bethaz presso la Fondazione MAGIS

È morto ieri sera all’età di 92 anni p. Giustino Bethaz ad Antanarivo, in Madagascar, dove era arrivato nel 1954. Una vita per la missione

Nato a Valgrisenche, un piccolo comune della Valle d’Aosta, l’11 aprile 1929, il 18 novembre 1946 ha iniziato il noviziato nella Compagnia di Gesù a Cuneo per proseguire poi gli studi in Teologia a Chieri dove è stato ordinato sacerdote il 10 luglio 1960. La vocazione missionaria lo ha portato, nel 1954, a raggiungere, ancora giovane studente gesuita, il Madagascar dove con grande energia e passione ha trascorso 67 anni ricoprendo diverse cariche e realizzando molteplici opere.

Tra queste citiamo la grande Parrocchia di Analamahitsy, nella periferia della capitale, con la Chiesa dello Spirito Santo, edificata tra il 1965 e il 1966, con annessa la grande scuola ‘Sekolintsika’, affidata a cinque Suore di S. Giuseppe di Aosta, giunte in Madagascar, grazie a P. Béthaz, il 29 agosto 1965; le Edizioni Ambonzontany, casa editrice già fondata da p. Giambrone, che nel 1989 p. Bethaz, nominato direttore, trasferisce da Fianarantsoa ad Antananarivo, dando grande impulso e dinamicità attraverso la pubblicazione di libri scolastici, di storia, di carattere religioso – in lingua malgascia (a parte alcuni testi in francese) offrendo così un notevole contributo culturale alla crescita dell’Isola Rossa; e poi il Vitasoa (in malgascio “ben fatto, di buona qualità”), la grande opera del dizionario francese-malgascio, il primo dizionario che partendo dalla lingua ufficiale ha tenuto conto dei vari idiomi delle etnie locali e dei particolarismi regionali.

Per comprendere l’importanza dell’attività editoriale rappresentata dalle Edizioni Ambonzontany come servizio culturale per il Madagascar richiamiamo le parole di p. Bethaz: «Ci tengo a dire che la nostra non è un’impresa qualunque. Noi lavoriamo con un doppio obiettivo: l’evangelizzazione e lo sviluppo umano ed economico del Madagascar. E lo facciamo inseriti nel contesto della Chiesa cattolica. Noi missionari non siamo più in molti nell’isola. Ma stiamo lavorando affinché la nostra eredità sia portata avanti dai locali. Una strada sulla quale siamo avviati…».

Vogliamo ricordare, infine, l’ultima visita di p. Giustino Bethaz presso la sede della Fondazione MAGIS a Roma il 19 giugno 2019, attraverso uno stralcio della sua intervista che ripercorre gli inizi della sua vita di missionario in Madagascar, allora ancora sotto il dominio colonialista, e la forza innovatrice della sua intuizione:

«All’inizio era grande la paura di lasciare la famiglia e tutto, non si tornava indietro… avevo chiesto di andare in Giappone ma il Provinciale aveva suggerito il Madagascar. Appena arrivato lì c’erano insurrezioni nei confronti della Francia e servivano missionari che parlassero il francese per placare gli animi. Per arrivare ci sono volute 3 settimane di viaggio. Imbarcati per Marsiglia, presso il Canale di Suez, arrivo al porto e da lì in treno per Antananarivo. Primo incarico: custode dei bambini-adolescenti di 12-15 anni nel collegio di san Michele, dovevo sorvegliare che fossero educati e che imparassero il francese.

Fin da subito non capivo perché dovessimo imporre la lingua francese e imporre il Vangelo e non valorizzare la lingua locale, il malgascio… di fatto stavamo formando una generazione di malgasci assimilati ai francesi… Un gesuita vietnamita mi propose di parlare con il primo Provinciale Malgascio di questa resistenza al francese, alla loro lingua e modello… sentivo che era un’ingiustizia! Sentivo che il cuore mi invitata a proporre la fede e imparare la lingua, usi e costumi malgasci.

Abbiamo così iniziato a proporre canti in malgascio durante le celebrazioni, ci hanno affidato un professore malgascio per apprendere la lingua.

Dopo qualche anno, per il terzo anno di formazione fui inviato in Francia. Qui acquisto la Bibbia di Gerusalemme [1], capisco che devo tradurla in malgascio…e così inizia il mio lavoro con le Casa editrice a Fianarantsoa… il mio andare e venire tra Parigi, Nizza, Italia e Madagascar».

Grazie p. Bethaz!

 

[1] La Bibbia di Gerusalemme è una versione della Bibbia pubblicata a fascicoli tra il 1948 e 1953 e pubblicata integralmente e con revisione nel 1973. Fu riveduta nel 1998 ed è opera dell’École biblique et archéologique française. È stata tradotta, con il testo biblico o solo nella parte di commento e introduzione, in molte altre lingue. Il criterio di traduzione è stato il confronto con i testi originali in ebraico-aramaico e greco.

 

È possibile offrire un contributo alle Edizioni Ambonzontany in ricordo di p. Bethaz https://bit.ly/39mbPKF

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