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MAGIS Diritti fondamentali La contrastata battaglia per il diritto al cibo di Jean Drèze
India,

La contrastata battaglia per il diritto al cibo di Jean Drèze

Lo scorso 28 marzo l’economista di origine belga Jean Drèze è stato fermato, interrogato e poi rilasciato dalla polizia dello stato di Jharkhand, in India, insieme ad altri due attivisti, mentre partecipava a una manifestazione pacifica. Drèze sostiene il movimento “Right to Food”, una campagna mondiale che lo sta portando nei villaggi indiani per la sensibilizzazione delle comunità. L’arresto è avvenuto a Garhwa, a circa 220 km da Ranchi. Secondo le autorità la manifestazione non era autorizzata.

Le reazioni

La notizia della sua detenzione si è diffusa rapidamente sui social media, suscitando indignazione e rabbia da parte degli attivisti e dei gruppi della società civile.

Anche Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (GCIC), secondo quanto riporta AsiaNews, ha dichiarato:

«È spaventoso. A Jhanrkhand la gente sopravvive mangiando topi e Jean Drèze viene fermato per un incontro non autorizzato. Le persone lì hanno fame e le autorità continuano a negare la verità».

«Se alle persone non è nemmeno permesso di tenere riunioni pacifiche e non politiche su questioni come il diritto all’alimentazione durante le elezioni, allora la democrazia non ha alcun significato», ha affermato Drèze a NDTV dopo il rilascio.

Chi è Jean Drèze

Il belga Jean Drèze, oggi naturalizzato indiano, è uno dei principali economisti dello sviluppo e lavora in India dagli anni Settanta. È autore di numerosi libri sullo sviluppo e le politiche in India, alcuni dei quali scritti con il premio Nobel Amartya Sen. Insegna alla Delhi School of Economics ed è Visiting Professor presso il Dipartimento di Economia dell’Università di Ranchi. È anche stato membro del National Advisory Council of India. Dreze, 59 anni, combatte da anni contro la fame, la carestia e le disuguaglianze di genere. Per scelta, ha deciso di vivere nella massima semplicità, rinunciando a lussi e comfort. È noto per le sue aspre critiche alle politiche economiche del governo Narendra Modi:

«Il governo dovrebbe abbandonare la sua ossessione per la crescita economica e avere una visione più ampia di ciò che riguarda lo sviluppo. La crescita economica può certamente contribuire allo sviluppo, nel senso di un miglioramento ampiamente condiviso della qualità della vita, ma non va molto lontano da sola».

Il progetto del MAGIS in India

Sul fronte del diritto al cibo, il MAGIS sostiene l’attività di Lok Manch, una rete di cento associazioni  (50 legate alla Compagnia di Gesù e 50 di matrice laica) che lavora a favore dei dalit e degli adivasi, offrendo un aiuto economico per organizzare momenti di incontro e di formazione per le comunità di base, sia per i leader della rete finanziando meeting e convegni pubblici. Il progetto cerca di restituire ai più poveri e ai più deboli la dignità e il controllo sulle loro vite attraverso un’azione di advocacy e di pressione sulle autorità politiche (affinché i diritti, sanciti dalla Costituzione indiana, diventino reali).
« E’ questo l’obiettivo che ci proponiamo – spiegano i responsabili del network: sviluppare la capacità critica delle persone e sostenerle quando queste decidono di lavorare sul campo per migliorare le condizioni di vita delle comunità. Lavoriamo per il cambiamento perché siamo convinti che quanto stiamo facendo possa cambiare il futuro del mondo».

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