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MAGIS Educazione “Maison des enfants”: un polo educativo che vuole crescere
Guinea,

“Maison des enfants”: un polo educativo che vuole crescere

«Finire la costruzione della nuova scuola è per noi una grande sfida» ci scriveva qualche tempo fa P. José Luis Ferrer SJ, Direttore della “Maison des Enfants” di Sobanet, in Guinea. Raccontava, P. José Luis, gli sforzi e i progressi compiuti da quando la nuova squadra di quattro gesuiti aveva assunto la gestione e l’animazione della Maison, ceduta alla Compagnia di Gesù dai suoi fondatori Riccardo Piccaluga e Daniela Pisotti, e si augurava che nuove donazioni permettessero di terminare i lavori e si riuscisse a inaugurare la scuola.
Grazie alla collaborazione dell’Associazione Missionaria Agropolese stiamo completando la scuola ma molto è ancora da fare per rendere l’orfanotrofio completamente sostenibile.

Storia della “Maison des Enfants”

L’orfanotrofio la “Maison des Enfants” a Sobanet (MdE) è nato all’inizio del millennio, ad opera di Riccardo Piccaluga e di sua moglie Daniela Pasotti.
Riccardo, lui stesso orfano, cresciuto in un orfanotrofio, era poi diventato un imprenditore di successo. Aveva sempre coltivato un sogno: offrire ad altri orfani poveri una possibilità di riuscita nella vita.
Così a un certo punto, passati i 60 anni, dopo aver sistemato i figli, aveva venduto l’azienda e realizzato la “Maison des Enfants” in Guinea, dove un centinaio di orfanelli erano stati accolti.

Nel 2014 Riccardo e Daniela hanno ceduto l’orfanotrofio alla Compagnia di Gesù in Guinea (COJEGUI) affinché la loro opera avesse una continuazione.
Dapprima fu P. Dorino Livraghi, gesuita da 50 anni in Africa, a ricevere l’incarico dal Responsabile della Compagnia in Africa dell’Ovest, di assumerne la responsabilità. P. Dorino fu aiutato molto da un collaboratore laico ruandese, Van Hitimana Jean Damascène, e da due giovani sacerdoti gesuiti ben preparati, P. Pierre Loua, guineano, e P. Etienne Mborong, camerunese.
Nell’ottobre del 2017 per problemi di salute P. Dorino Livraghi – e con lui e il suo collaboratore laico Van Hitimana Jean Damascèn – ha lasciato Sobanet e al suo posto è stato nominato P. José Luis Ferrer SJ, già missionario in Ciad, in Camerun ed altrove.

La missione

Quando la Compagnia di Gesù in Guinea (COJEGUI) assunse la direzione della “Maison des Enfants”, gli obiettivi che si prefisse erano: contribuire alla formazione umana, scolastica e professionale dei 12 orfani che ancora vi si trovavano – cui si aggiunsero, a partire dall’ottobre 2018, 27 altri alunni, maschi e femmine, in regime di internato – e di tutti i bambini della regione che frequentavano le sue strutture educative (all’epoca circa 390 bambini).
La maggioranza della popolazione era mussulmana ma viveva in armonia con i cristiani.
Fu fondamentale impegnarsi affinché questa convivenza pacifica continuasse nel tempo. Questo implicava che i bambini, fin dalla prima infanzia, fossero informati sui loro rispettivi credo ed educati al dialogo ed al rispetto reciproco.

I servizi

L’offerta formativa della Maison des Enfants non è soltanto accademica e professionale, ma anche culturale e religiosa, ispirata al carisma ignaziano e aperta alla pedagogia del movimento internazionale Fe y Alegría, che l’attuale P. Generale Arturo Sosa, ha riassunto nella formula: «Formare uomini e donne per gli altri»

Attualmente la Maison des Enfants comprende una scuola materna, una scuola elementare, una scuola secondaria (1° ciclo) e una scuola Professionale di Taglio e Cucito. Ciò consente agli alunni, maschi e femmine, di continuare la loro formazione a Sobanet, e di poter scegliere tra una gamma già piuttosto varia di servizi qualificati.
Altri ‘ateliers’ di formazione professionale sono in programma: informatica, agricoltura, allevamento, pesca, elettricità, meccanica, muratura, falegnameria ecc. Alcuni sono già avviati nella forma di proposte extrascolastiche per gli alunni, come pure per adulti, formati dal personale della scuola professionale, in collaborazione con diverse associazioni civili attive nella regione.

Se si vuole che la Maison des Enfants possa durare nel tempo e diventare, poco alla volta, un polo educativo importante in una zona trascurata dell’ovest della Guinea, bisognerà completare la costruzione delle infrastrutture necessarie e darle basi economiche solide. La nuova équipe di animazione è dedita a questo compito e ha raccolto la sfida di condurre la Maison all’autonomia finanziaria.

Prospettive di crescita 

Costruzione delle infrastrutture – Sta per essere terminata la costruzione di una scuola elementare, con più di sedici aule scolastiche. I locali attualmente utilizzati per le classi della scuola elementare potranno così essere messi alla disposizione del collegio, della scuola professionale e dell’internato. Si prevede nei prossimi tre anni, un aumento dell’effettivo dell’internato, maschi e femmine, fino a raggiungere i 300 alunni.
Per la scuola professionale tuttavia ci vorranno altre strutture ed altri mezzi tecnici, per poter formare anche agricoltori, falegnami, sarti, elettricisti, muratori, ecc.
Si è anche pensato alla costruzione di un liceo, secondo ciclo del secondario, a continuazione del primo ciclo. I responsabili attuali della Maison dovranno decidere se e quando sarà opportuno procedere.

La zona di Sobanet è destinata a vedere grandi trasformazioni sociali ed economiche. Vicino alla Maison des Enfants si stanno infatti costruendo porti minerari per l’esportazione della bauxite, minerale dell’alluminio, di cui la Guinea (insieme all’Australia) possiede le riserve più grandi al mondo. Ci saranno dunque lavoratori che verranno ad abitare nella zona, aumenterà la ricchezza…
È legittimo pensare che, fra qualche decina d’anni, sarà possibile prevedere la costruzione di un’università o di altre strutture educative di livello superiore. Ci sarà da fare per Compagnia, che vuole andare nelle periferie del mondo per mettersi al servizio dei più poveri!

Le potenzialità economiche della Guinea sono enormi. Non soltanto bauxite, la Guinea possiede anche diamanti, oro, petrolio, acqua, l’oceano Atlantico sul quale essa si affaccia. Non c’è ancora nessuna industria d’estrazione dell’alluminio in Guinea, c’è solo qualche piccola centrale elettrica in un paese che potrebbe produrre energia elettrica per l’Africa occidentale intera, si potrebbero fare, con la stessa acqua, tre raccolti di riso all’anno… Indipendentemente da quanto decideranno le autorità amministrative per il paese, anche nella Compagnia e nella Chiesa ci vogliono persone capaci di inventare soluzioni efficaci e produttive per vivere una carità moderna.

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