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MAGIS Diritti fondamentali Situazione Covid-19 in Madagascar
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Situazione Covid-19 in Madagascar

20 aprile. Il Madagascar ha deciso, attraverso il suo presidente Andry Rajoelina, una progressiva riduzione del confinamento con misure di accompagnamento alla riapertura, “ma molte persone hanno paura delle conseguenze di tale decisione sulla diffusione del virus tra la massa popolare” così commenta P. Vincent Anastase Rakotovao SJ, responsabile del Progetto di formazione agricola rurale. 

Il 19 marzo l’annuncio dei primi casi di coronavirus in Madagascar. Avendo già informazioni sulla pandemia dai vari mezzi di comunicazione, la popolazione è stata presa dal panico: il 21 marzo, tutti i punti vendita di Antanananarivo, il mercato dei prodotti agricoli di Anosibe e i distributori di benzina sono stati presi d’assalto così come le bancarelle di limone, zenzero e aglio perché si era diffusa la voce che potessero contrastare la diffusione del virus. Il problema più grande era rappresentato dalle abitazioni, piccole case con tetto basso e un’alta densità abitativa, luogo ideale per la trasmissione di malattie infettive. Ma le autorità malgasce si organizzarono rapidamente per affrontare la pandemia. Il Presidente ha dichiarato una situazione eccezionale per il paese con uno stato di emergenza sanitaria e confinamento per proteggere tutta la popolazione: apertura dei supermercati, riduzione dei trasporti, chiusura dei luoghi di lavoro, posti di blocco e controlli, coprifuoco dalle dalle 20.00 alle 5.00….

Il CFGR ha continuato a lavorare a casa preparando, al computer, le sessioni di formazione agricola per poi, realizzarle, quando si tornerà sul campo.

Su tutti i mezzi di comunicazione, l’invito è stato: “Resta a casa. Non uscire di casa. E’ l’unico modo per essere sicuri di non contrarre il coronavirus”. E poi lavare spesso le mani, coprire la bocca e il naso, evitare il contatto ravvicinato ect….  Il Presidente ha invitato tutti i ricercatori malgasci a offrire competenze scientifiche e intanto, la medicina tradizionale ha fatto il suo corso con un consistente aumento di piante medicinali per decotti e inalazione. Le più usate sono state la ravintsara (Cinnamomum canfora) e la mandravasarotra (Cinnamosma fragrans); l’uso dei loro oli essenziali ha battuto ogni record. Ad oggi i casi di contagio in Madagascar non sono molti, la situazione sembra essere sotto controllo.

“Ma da questa pandemia, che ha colpito l’intero pianeta, non possiamo non trarre alcuni spunti di riflessione”, continua P. Vincent. “Qualunque sia la sua origine, il coronavirus potrebbe essere un’opportunità per vedere che l’umanità è fragile. Una fragilità che dovrebbe stemperare il nostro orgoglio in molti modi e che ci fa prendere parte alla lotta globale, necessaria per contenere il Covid 19. Tutti possono dare un contributo. Per quanto riguarda il Madagascar, alcuni oli essenziali come ravintsara (Cinnamomum camphora) oppure il mandravasarotra (Cinnamosma fragrans) avendo una potente azione antivirale, potrebbero fare la loro parte nella lotta contro il Covid-19.

La pandemia potrebbe anche essere un’opportunità per il Madagascar di adottare una nuova visione sulla sua ricca biodiversità a beneficio della sua popolazione e perché no, di tutta l’umanità? Il mondo dopo il Covid-19 non sarà sicuramente lo stesso. E questo comprenderà, tra le altre cose, la governance politica di ogni Stato, le relazioni tra le nazioni. Liberazione dalla logica degli scontri per passare così alla vera collaborazione e garantire una vita migliore alle generazioni future. Una tale conversione è utopica? Questa è la questione centrale. Tuttavia, la nostra speranza pasquale poggia su base solide: la vittoria della vita sulla morte”.

 

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