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Opera missionaria della Provincia Euro-Mediterranea dei gesuiti
MAGIS Educazione 22 Aprile, Giornata internazionale della Terra
Italia,

22 Aprile, Giornata internazionale della Terra

In questa Giornata in cui la manifestazione festeggia il suo 50esimo anniversario, tutti gli occhi sono puntati su Covid-19. Occorre lavorare insieme per salvare vite, alleviare sofferenze e ridurre le devastanti conseguenze economiche e sociali. L’impatto del coronavirus è immediato e letale.

“Ma è in corso un’altra emergenza profonda : la crisi ambientale del pianeta. La biodiversità è in rapido declino. La devastazione climatica sta raggiungendo un punto di non ritorno. Dobbiamo agire con decisione per proteggere il nostro pianeta sia dal coronavirus sia dalla minaccia esistenziale della distruzione climatica. La crisi attuale rappresenta un allarme senza precedenti. La ripresa deve trasformarsi in una reale opportunità di fare le cose correttamente per il futuro”, afferma António Guterres, Segretario Generale dell’ONU.

Per questo abbiamo bisogno di una solidarietà universale e di una nuova economia. L’economia di cui abbiamo bisogno è l’economia della cura del pianeta e dei suoi abitanti. L’economia della guerra e delle armi, l’economia che sfrutta, distrugge e aumenta le disuguaglianze ci ha già fatto troppo male. E’ tempo di cambiare.

Per questo il MAGIS, da sempre impegnato in progetti di cooperazione rivolti alla salvaguardia dell’ambiente e delle comunità che vi abitano in Ciad, Sri Lanka, Brasile, Perù, Repubblica democratica del Congo, insieme alla Tavola della pace, sostiene le sei azioni che il Segretario Generale dell’Onu propone in occasione della Giornata internazionale della Madre Terra:

Primo: mentre spendiamo enormi quantità di denaro per guarire dal coronavirus, dobbiamo creare nuovi posti di lavoro e nuove attività attraverso una transizione pulita e verde.

Secondo: quando il denaro dei contribuenti viene utilizzato per salvare le imprese, deve essere vincolato alla creazione di posti di lavoro verdi e alla crescita sostenibile.

Terzo: la potenza di fuoco fiscale deve guidare il passaggio dall’economia grigia a quella verde e rendere le società e le persone più resilienti.

Quarto: i fondi pubblici dovrebbero essere utilizzati per investire nel futuro, non nel passato, e confluire in settori e progetti sostenibili che aiutino l’ambiente e il clima. I sussidi per i combustibili fossili devono finire e gli inquinanti devono iniziare a pagare per il loro inquinamento.

Quinto: i rischi e le opportunità climatiche devono essere incorporate sia nel sistema finanziario che in tutte le politiche pubbliche e le infrastrutture.

Sesto: dobbiamo lavorare insieme come una comunità internazionale.

Questi sei principi costituiscono un’importante guida per uscire da questa crisi al meglio, per chiedere un futuro sano e resiliente per le persone e il pianeta.

Guarda il video messaggio

 

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