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MAGIS Educazione I bambini di strada, una nostra priorità
Camerun,

I bambini di strada, una nostra priorità

I bambini di strada sono una ferita dolorosa per il Camerun. A Yaoundé e Douala, le due principali città del Paese, molti ragazzini (difficile fare una stima esatta) vivono di espedienti, esposti a violenze e abusi. Alcuni sono orfani e non hanno nessuno che li aiuti. Altri fuggono dalla violenza familiare. Altri, ancora, lavorano per le strade per sostenere le magre entrate delle loro famiglie. Altri, infine, sono attratti dalla prospettiva di trovare lavoro e guadagnare un reddito. «Inizialmente ero entusiasta dell’idea di essere finalmente libero – racconta uno di essi -, pensavo che finalmente avrei fatto quello che volevo, ma a poco a poco ho capito che la vita nelle strade è difficile, è orribile».

Lavoro non ce n’è. E quel poco che c’è spesso sconfina nello sfruttamento se non, addirittura, nella schiavitù. Per vivere, molti bambini rubano o frugano nei cassonetti per trovare avanzi di cibo. O si prostituiscono. Il rischio è di essere arrestati e finire in prigione, un ambiente dove la violenza è diffusa. Spesso si ammalano a causa del cibo o per gli abusi subiti. Tra di essi è molto diffuso l’Aids. Per evadere dal dramma della vita quotidiana molti piccoli iniziano poi a drogarsi con sostanze che non lasciano scampo.

Dal 1977, i gesuiti hanno dato vita al Foyer de l’Esperance. Si tratta di un centro nel quale i bambini di strada vengono assistiti, riescono a vivere un’esperienza di «casa» e trovano le condizioni in cui recuperare la stima e la fiducia negli altri. L’accoglienza è una delle attività più importanti, curata da tutti gli educatori con grande professionalità sia attraverso incontri formali e strutturati sia attraverso attività informali quali il gioco e le attività educative quotidiane, quando il bambino è più spontaneo e naturale.

Un’attività complessa perché non è facile vincere la diffidenza del bambino, farlo aprire. Ma quando si riesce a catturare la sua fiducia il piccolo, sentendosi accolto e al sicuro, inizierà a raccontarsi permettendo agli operatori di comprendere meglio le sue problematiche e le sue difficoltà e a studiare percorsi di recupero personalizzati.

Da anni, il Magis sostiene lo sforzo del Foyer. Vuoi aiutarci? Dona ora.

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