Attraverso il Sostegno a Distanza (SaD), la Fondazione MAGIS ETS sostiene il Foyer de l’Espérance di Yaoundé, opera dei gesuiti che dal 1977 accoglie bambini e ragazzi che vivono in strada in condizioni di grave vulnerabilità.

Nelle principali città del Paese, molti minori – chiamati nanga boko, cioè “quelli che dormono fuori” – sopravvivono tra violenze, sfruttamento e abusi. Spesso provengono da contesti familiari segnati da povertà, fragilità relazionali o migrazioni interne; altri sono orfani o fuggono da situazioni di violenza domestica. La strada espone a rischi estremi: sfruttamento lavorativo, prostituzione, dipendenze, malattie e detenzione.

Il Foyer offre una risposta concreta a questa emergenza attraverso un percorso che unisce accoglienza, protezione e reinserimento sociale, garantendo loro un ambiente sicuro.

I bambini vengono accolti inizialmente presso il Centre d’Ecoute Mvan e successivamente inseriti nella casa famiglia Maison Frère Yves Lescanne, dove trovano riparo, cure mediche, alimentazione adeguata e il calore di una casa. A ciascuno viene proposto un percorso personalizzato che comprende l’accesso alla formazione scolastica, l’acquisto di materiale didattico e il sostegno nelle spese necessarie alla frequenza.

Accanto alla risposta ai bisogni primari – cibo, vestiario, cure mediche – un’équipe di educatori e psicologi accompagna i ragazzi in un percorso educativo che mira a ricostruire autostima, relazioni sane e capacità di progettare il futuro. Quando possibile, viene avviato il reinserimento nella famiglia di origine, con un monitoraggio costante nel tempo. Un’attenzione particolare è dedicata al monitoraggio dei percorsi di reinserimento, affinché ogni bambino possa consolidare i progressi compiuti e costruire una prospettiva di vita più stabile.

Il sostegno della Fondazione MAGIS al Foyer nasce dalla convinzione che ogni bambino debba avere la possibilità di crescere in sicurezza, andare a scuola, ricevere cure adeguate e sentirsi amato.

Il lavoro del centro non si conclude con l’uscita dalla casa famiglia, ma prosegue nel sostegno ai giovani fino al completamento degli studi e alla ricerca di un lavoro dignitoso.

IL PROGETTO IN SINTESI

Obiettivo: Rispondere ai bisogni primari e favorire il reinserimento familiare e sociale

Attività: Accoglienza, cure mediche, sostegno scolastico, accompagnamento educativo

Risultati attesi: Rientro in famiglia ove possibile, continuità scolastica e progressiva autonomia personale

Partner locale: Foyer de l’Espérance – Gesuiti

Scarica la scheda SAD CAMERUN
Dove

Yaoundé, Camerun

Periodo

In corso

Destinatari

Bambini e ragazzi di strada accolti dal Foyer de l’Espérance di Yaoundé

Contributo

Con una donazione mensile di 24 euro (80 centesimi al giorno – 292 euro l’anno) può scegliere di sostenere i bambini e i ragazzi del Foyer de l’Espérance, contribuendo alla loro accoglienza e al loro percorso educativo.

Contesto

I bambini di strada sono una ferita dolorosa per il Camerun. A Yaoundé e Douala, le due principali città del Paese, sono infatti moltissimi quelli che vivono di espedienti, esposti a violenze e abusi. I bambini di strada in Camerun sono chiamati “nanga boko”, quelli che dormono fuori. Il più delle volte provengono dalle regioni semidesertiche del Nord, dove le condizioni di vita sono difficili e indigenti. Per i bambini spesso non c’è posto nelle famiglie già numerose, con relazioni familiari difficili e particolarmente fragili, così vengono abbandonati, alcuni di loro fuggono volontariamente. Alcuni sono orfani e non hanno nessuno che li aiuti. Altri fuggono dalla violenza familiare. Alcuni lavorano per le strade per sostenere le magre entrate delle loro famiglie. Altri, infine, sono attratti dalla prospettiva di trovare lavoro e guadagnare.

«Inizialmente ero entusiasta dell’idea di essere finalmente libero – racconta uno di loro - pensavo che avrei fatto quello che volevo, ma a poco a poco ho capito che la vita nelle strade è difficile, è orribile».

Lavoro non ce n’è e quel poco che c’è spesso sconfina nello sfruttamento se non, addirittura, nella schiavitù. Per vivere, molti bambini rubano o frugano nei cassonetti per trovare avanzi di cibo. Altri si prostituiscono. Il rischio è di essere arrestati e finire in prigione. Tra di essi è molto diffuso il virus dell’HIV/AIDS e l’utilizzo di droghe.


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