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MAGIS Educazione #Particonnoi: un viaggio che resta nel cuore
Togo,

#Particonnoi: un viaggio che resta nel cuore

«Ci sono viaggi che cominciano molti anni prima di arrivare a destinazione, che proseguono anche dopo il ritorno alla propria quotidianità e che speri che durino tutta una vita. Il mio viaggio in Togo è uno di questi». Sono le parole di Maria, che la scorsa estate ha partecipato al nostro #workcamp2019.

«Iniziato quando ero bambina – prosegue Maria – quando la curiosità mi ha portato a incontrare il mondo missionario tra le pagine di riviste per ragazzi, il viaggio prosegue tuttora, nonostante sia trascorso già qualche mese dalla scoperta di un mondo che mi è piovuto letteralmente addosso spezzandomi di dolore, di emozioni sconosciute e frastornato la mente. Un mondo che pian piano ha colto anche il mio cuore per trasformarsi in stupore che ha dipinto i miei occhi. Lo stesso stupore e che ho riconosciuto, vivo e presente, negli occhi della gente e soprattutto dei bimbi che ho incontrato. Uno stupore fatto di scoperta di una umanità senza tempo, che è sempre esistita, ignara di vagare per il mondo seminando dolore ma soprattutto meraviglie e che ora continua a viaggiare anche con me.»

Stessa emozione si legge anche nelle parole degli altri partecipanti al soggiorno estivo nel paese africano, presso il  centro dei padri gesuiti di Lomé e presso l’associazione Cuori Grandi Onlus.

«L’esperienza togolese – dice Ilaria – per me, che ero già stata in Camerun, è stata la conferma che l’Africa è una misticanza di tradizioni, colori, sapori, approccio alla vita.»
«In Togo – continua – mi sono sentita chiamata a essere per gli altri, a essere madre dei tanti bambini conosciuti. Incontri le loro ferite mascherate dai loro sorrisi e dentro di te senti il desiderio di riempire il loro vuoto con il tuo amore. Gli imprevisti, all’ordine del giorno, mi hanno educata alla lentezza, ad assaporare meglio i singoli istanti e quindi a vivere l’apertura di un futuro libero dagli schemi a cui siamo abituati. In questa ricchezza liberante conclude Ilaria –  ho compreso meglio la possibilità di essere anch’io missionaria di speranza e che l’insegnamento africano più grande che possiamo ricevere è che l’unico confine accettabile è quello che ci conduce alla scoperta dell’altro».

«Se mi chiedete di parlarvi dell’esperienza in Togo – riconosce Sophia – trovo subito difficoltà nel farlo: è una di quelle cose troppo grosse e dense che non possono essere raccontate in poco tempo.»
Ma poi aggiunge: «Sono partita con tante domande e desideri, e sono tornata a casa con poche risposte, ma decisive. Se chiudo gli occhi pensando al Togo mi vengono in mente i colori, gli odori, i sapori e le persone che mi porterò sempre dietro. Storie di vite che non avrei mai ascoltato, colori che non avrei mai scoperto, sensazioni che non avrei mai provato».
«Andare in Togo – conclude Sophia – significa mettersi in gioco in tutto e per tutto: le paure più insignificanti diventano mostri da dover gestire, pensieri con cui sei partita vengono sgretolati man mano che passi il tempo lì. Ecco, saper stare, assaporare il qui ed ora, assaporare le relazioni, gli incontri, le cose in cui non ti ritrovi proprio. Saper “stare con” l’altro: che bella scoperta!»

E infine la testimonianza di Costanza e Samuele, freschi sposi, partiti alla volta del Togo per la loro Luna di miele… e solidarietà.

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