Allo scoppio della guerra civile, il Magis ha avviato tre progetti nella Repubblica centrafricana.

Il primo a Bangui, in collaborazione con il Jesuit Refugee Service, ha come obiettivi:
1) il sostegno a 240 bambini (120 maschi e 120 femmine della comunità cristiana e musulmana) nell’attività prescolare, rilanciando l’alfabetizzazione e la coesione sociale nella località di san Salvatore e Don Bosco. Questo progetto prevede la distribuzione di materiale pedagogico, il sostegno e l’accompagnamento pedagogico attraverso l’utilizzazione dei metodi pedagogici moderni;
2) l’alfabetizzazione, nozioni basi di calcolo e la formazione alla coabitazione pacifica e alle «basic life skills». Beneficiari: 100 donne e 60 uomini;
3) contribuire all’autonomia finanziaria di 20 donne nella località Grand Seminaire/Fatima attraverso la formazione su temi come la risoluzione pacifica dei conflitti. Beneficiarie 20 donne.

Il secondo progetto riguarda invece il centro di Bambari. Qui gli obiettivi sono sempre legati al settore educativo e, in particolare, si intende:
1) assicurare l’accesso all’educazione nella prima infanzia per i bambini rifugiati tramite la ristrutturazione di aule scolastiche e l’accompagnamento pedagogico alla scuola Michelle Maitre e Sangaris.
2) offrire un insegnamento di qualità alla scuola primaria Michel Maitre e per la distribuzione di materiale scolastico, sostegno e formazione di insegnanti, accompagnamento psicosociale di bambini.
3) Contribuire al reinserimento duraturo di rifugiati tramite la riabilitazione della scuola secondaria Michel Maitre, distruzione di materiale scolastico (manuali), la supervisione e gestione della scuola.
4) Contribuire alla preparazione professionale dei giovani disoccupati della città di Bambari attraverso corsi di formazione professionale in falegnameria e sartoria.
5) Accompagnare al dialogo interreligioso tramite seminari sulla coabitazione pacifica e gestione dei conflitti, supporto del centro pastorale.

Il terzo progetto sta cercando di offrire risposta a Bangui all’abbandono scolastico, offrendo standard qualitativi migliori di istruzione ai ragazzi appartenenti a una fascia di età compresa tra i 4 e i 17 anni.

 

 

 

Dove

Bangui, Repubblica Centrafricana

Periodo

Destinatari

I ragazzi e le ragazze di Bangui, la capitale, e Bambari, la seconda città della Repubblica centrafricana.

Contributo

Il progetto è portato anche grazie al contributo dell'Associazione Itakwe (Fratello di tutti - in onore di Flavio Quell’Oller) e al contributo dell'8 per mille della Chiesa cattolica  

Contesto

La Repubblica Centrafricana è una delle nazioni più povere al mondo. Nella classifica dei Paesi stilata in base all’Indice di sviluppo umano 2014 (che tiene conto di parametri quali aspettativa di vita, istruzione e Reddito nazionale lordo pro-capite), il Paese occupa il 185° posto su 187 Stati. L’economia è ancora legata a un’agricoltura di sussistenza. Il Pil pro capite è di 300 euro l’anno e la maggior parte della popolazione vive con meno di un euro al giorno. Le risorse naturali non sono sfruttate in modo razionale e le rendite vanno in gran parte ad arricchire una ristretta élite. Le statistiche sociali sono altrettanto negative. Il tasso di natalità supera l’1,5% annuo, ma elevato è il tasso di mortalità e la speranza di vita alla nascita permane molto bassa (intorno ai 44 anni). Nelle classi di età adulte l’analfabetismo si aggira intorno al 49% della popolazione complessiva. Le Nazioni Unite stimano che circa l’11% della popolazione di età compresa fra i 15 e i 49 anni è sieropositivo. Ma solo il 3% del Paese dispone della terapia antiretrovirale disponibile, a fronte di una copertura del 17% nei Paesi confinanti del Ciad e della Repubblica del Congo. In questo contesto, già precario, nel 2012 si è accesa una guerra civile che ha portato alla caduta del Presidente François Bozizé e poi allo scontro tra le milizie Seleka di ispirazione islamica e quelle anti-Balaka, di matrice cristiana. Nell’arco di tre anni, l’instabilità è aumentata e la miseria si è diffusa rapidamente. La visita di Papa Francesco nel novembre 2015 sembra essere riuscita ad avviare un processo di pacificazione. Nel marzo 2016 Faustin-Archange Touadéra è stato eletto Presidente. A lui spetterà il compito di avviare una riconciliazione nazionale e di rilanciare l’economia.


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