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MAGIS Notizie Grazie padre Gherardi
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Grazie padre Gherardi

Padre Gherardi con i bambini della scuola agricola di Maimba a Goundi, Ciad

Un gesuita che è stato padre dei poveri e dei malati in terra di missione. La sua attività continua ora dal cielo.

Si è spento il 31 ottobre a Gallarate (Varese), alla vigilia della festa di Tutti i Santi, padre Angelo Gherardi, al termine di una vita donata, spesa appassionatamente al servizio dei più poveri in terra di missione: il Ciad, nell’Africa subsahariana.

Nato a Torre de’ Roveri (Bergamo) nel 1934, entra nella Compagnia di Gesù (1952) e viene ordinato sacerdote (1964). Negli anni Sessanta parte per il Ciad e qui realizzerà molto più di quanto un solo uomo possa fare in una vita.

Costruisce e dirige a Goundi (nella provincia ciadiana di Mandoul) un ospedale di distretto con funzione pubblica: 120 posti letto per un territorio di circa 120.000 abitanti. L’ospedale e i centri collegati assistono oltre 50.000 persone l’anno.

Attorno all’ospedale nasce una rete di centri di salute nei villaggi per le cure primarie. L’approccio innovativo di salute comunitaria gli vale, nel 1996, il conferimento del Premio Sasakawa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Ma Padre Gherardi non si accontenta di curare i malati, vuole la formazione di medici e infermieri ciadiani. Nasce così nella capitale N’Djamena il Complesso Ospedaliero Universitario “Bon Samaritain” (CHU-BS): una facoltà di Medicina (2004), un ospedale universitario (2007) e a una scuola per infermieri (2008).

P. Gherardi con gli studenti infermieri e il prof. Ali Mahamat Moussa nel distretto sanitario di Biobé, Ciad

Scuole, agricoltura e sviluppo: con questi obiettivi contribuisce a una scuola agricola e a centri di formazione professionale, dove introduce tecniche moderne di coltivazione e di allevamento. Sostiene anche il funzionamento di diverse scuole elementari e di un liceo.

Un gigante: spirito missionario e capacità organizzativa

La sua missione nasce davanti ai bisogni elementari. Quando arriva in Ciad, il Paese vive le difficoltà dei primi anni dopo l’indipendenza: si muore di malattie curabili, si soffre la fame, manca l’acqua potabile. Padre Gherardi capisce che annunciare il Vangelo significa anche affrontare queste condizioni concrete.

Alla fede unisce una straordinaria capacità organizzativa. Chi lo ha conosciuto ricorda «un carattere deciso»: un bergamasco tenace, capace di trasformare le idee in ospedali, scuole e servizi, con un’intraprendenza pari a quella dei migliori imprenditori lombardi.

Raggiunge anche le popolazioni più isolate: nella zona di Biobè, al confine con il Sudan, le piene dei fiumi isolano intere comunità per buona parte dell’anno. Porta aiuto anche lì, dove prima nessuno aveva osato intervenire.

Prepara il futuro delle sue opere. Nel 2015, con l’avanzare dell’età, l’ospedale del Buon Samaritano viene affidato alla Provincia gesuita dell’Africa occidentale. Un passaggio importante: ciò che aveva costruito non doveva dipendere per sempre dalla sua presenza.

Sa anche coinvolgere altri. Tra i suoi tanti eredi: l’Association Tchadienne Communauté pour le Progrès (ATCP – Associazione Ciadiana Comunità per il Progresso) e la Fondazione ACRA ETS (ONG di Milano).

Come Fondazione MAGIS siamo onorati di aver contribuito a sostenere la sua instancabile attività in Ciad e, incontrandolo di recente a Gallarate, gli abbiamo assicurato che continueremo a prenderci cura delle sue opere attraverso i nostri progetti di sviluppo, alcuni dei quali, negli anni, sono stati cofinanziati dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI), e da varie fondazioni e donatori privati.

«Vivere la carità senza confonderla con l’assistenzialismo» diceva. Per lui la carità non è soltanto dare qualcosa a chi manca del necessario. È mettere le persone in condizione di curarsi, studiare, lavorare e diventare a loro volta capaci di servire gli altri. Uno stile molto ignaziano: cambiare le persone, non solo le cose.

«Con i più piccoli»* è il titolo del libro dedicato alla sua vita, ed è anche una chiave per leggere la sua missione alla luce del capitolo 25 di Matteo: «L’avete fatto a me». Padre Gherardi ha riconosciuto Cristo nei malati, nei poveri, nei dimenticati e negli isolati.

Il Vangelo della festa di Tutti i Santi, vigilia della sua morte, proclama: «Beati i misericordiosi» e «Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia». Padre Gherardi ha risposto alla sofferenza con la compassione, ma anche creando possibilità concrete di salute, istruzione e dignità, e soprattutto di sviluppo comunitario e di trasformazione culturale.

Come Fondazione MAGIS ringraziamo il Signore per la sua lunga vita, per il suo carattere forte e coraggioso. Ringraziamo soprattutto per il dono che è stato per le decine di migliaia di persone a cui ha ridato salute e vita. Lo ricordiamo con le parole che ripeteva durante il nostro ultimo incontro a Gallarate: «Ringrazio Dio che mi ha scelto come strumento per contribuire a un cambiamento culturale radicale: nei villaggi del Ciad la gente si è avvicinata alla cura e ha capito il valore della propria salute e di quella dei famigliari.»

*  Con i più piccoli. Storie e testimonianze della vita di Padre Gherardi in Ciad. Di Laura Spoldi. Ed. IPL

Vedi il progetto attuato dalla Fondazione MAGIS e cofinanziato dall’AICS https://www.fondazionemagis.org/progetto/per-un-sistema-sanitario-resiliente-e-di-qualita-nella-terra-di-toumai-sisatou/

Leggi di più:

La cura della salute in Ciad: lotta alle malattie e incognite per il futuro (2025)

Tenere sempre vivo lo spirito del Natale (2021)

La testimonianza di una storia: una chiamata nel presente (2021)

Supporto sanitario in tempi di COVID-19 (2020)

Emergenza e laboratorio Covid-19 (2020)

Lettera di P. Gherardi (2019)

Auguri di Natale dai nostri missionari (2019)

Padre Gherardi: «Da Goundi a Biobe, quanta strada abbiamo fatto» (2018)

Un libro racconta padre Gherardi (2018)

«Ospedali di N’Djamena e Goundi, servono medicine» (2017)

P. Angelo Gherardi SJ (2012)

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